Blitz antimafia, raffica di arresti in Italia. La "Stidda" investiva anche in Calabria
Maxi operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia in diverse regioni italiane, tra cui anche la Calabria. Il bilancio è di una settantina di arresti e sequestri per 35 milioni di euro. L'indagine avrebbe accertato l’operatività di una cosca mafiosa di matrice stiddara, con quartier generale a Brescia, che ha pesantemente inquinato diversi settori economici attraverso la commercializzazione di crediti d’imposta fittizi per decine di milioni di euro è stata la Procura della Repubblica di Brescia, Direzione Distrettuale antimafia.
La Stidda, pur mantenendo le modalità mafiose, nell’agire quotidiano si è dimostrata capace di una vera e propria metamorfosi evolutiva, sostituendo ai reati tradizionali nuovi business, utilizzando quale anello di congiunzione tra i mafiosi e gli imprenditori i colletti bianchi, i quali individuavano tra i loro clienti (disseminati principalmente tra Piemonte, Lombardia, Toscana, ma anche nel Lazio, Calabria, Sicilia) quelli disponibili al risparmio facile. L’indagine – che per il suo spessore ha visto il supporto del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dello Scico della Guardia di Finanza e – ha parallelamente disvelato anche numerosi reati tributari e fenomeni corruttivi.
L’operazione siciliana è stata eseguita dagli agenti dello Sco e della Squadra Mobile di Caltanissetta e del Commissariato di Gela, con l’aiuto dei colleghi del Reparto Prevenzione Crimine e delle Unità cinofile di Palermo e Catania e delle Mobili di Catania, Siracusa, Chieti, L’Aquila, Brescia e Cosenza. La polizia ha eseguito 35 ordinanze di custodia cautelare, di cui 28 in carcere e 7 agli arresti domiciliari a carico di soggetti che sono indagati a vario titolo per associazione mafiosa, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, detenzione illegale di armi.
In carcere sono così finiti: Bruno Di Giacomo, inteso “Marlon Brando”, gelese di 44 anni; Giovanni Di Giacomo, gelese di 47 anni, già detenuto; Giuseppe Alessandro Antonuccio, gelese di anni 39 e già ai domiciliari; Giuseppe Antonuccio, inteso “Pallina”, gelese di 33 anni; Salvatore Antonuccio, inteso “orecchie di plastica”, gelese di 42 anni; Mirjan Ajdini, inteso “Emiliano o Puci”, albanese di 32 anni, già ai domiciliari; Luigi D’Antoni, gelese di 54 anni; Vincenzo Di Giacomo, gelese di 52 anni, già detenuto in una casa di lavoro; Rocco Di Giacomo, gelese di 63 anni; Vincenzo Di Maggio, gelese di 30 anni; Giuseppe Giaquinta, gelese di 28 anni; Luciano Guzzardi, catanese di anni 55; Emanuele Lauretta, gelese di 35 anni, già detenuto; Emanuele Lauretta, gelese di 41 anni; Rosario Marchese, calatino da sempre vissuto a Gela, di 33 anni, già detenuto; Gaetano Marino, gelese di 35 anni; Giuseppe Nastasi, gelese di 35 anni; Nicola Palena, gelese di 37 anni, già detenuto; Gianluca Parisi, gelese di 36 anni; Alessandro Emanuele Pennata, gelese di 36 anni; Paolo Franco Portelli, gelese di 20 anni; Andrea Romano, gelese di 25 anni; Filippo Scerra, gelese di 44 anni; Alessandro Scilio, gelese di 39 anni; Gaetano Simone, gelese di 48 anni; Massimiliano Tomaselli, inteso “Emiliano”, gelese di 38 anni; Giovanni Traina, palermitano di 44 anni trapiantato a Gela; Giuseppe Truculento, gelese di 51 anni;
Ai domiciliari, invece: Samuele Antonio Cammalleri, gelese di 32 anni; Giuseppe D’Antoni, gelese di 30 anni; Laura Cosca, gelese di 25 anni; Aleandro Famà, inteso Scarabeo, gelese di 23 anni; Benito Peritore, gelese di 43 anni, già detenuto; Calogero Daniele Infurna, gelese di 36 anni; Giuseppe Vella, palermitano trapiantato a Licata di 66 anni.
Il Gip ha anche disposto il sequestro preventivo di alcune aziende, il cui valore è ancora in fase di accertamento: si tratta di un’attività di Gela nell’ambito del commercio di saponi e detersivi ed ingrosso di altri prodotti nel settore alimentare; un’altra che opera nel commercio di saponi e detersivi ed ingrosso di altri prodotti non alimentari; ed una terza che si si o
