È stato assolto in secondo grado "per non aver commesso il fatto" Abdeslam Kabri, un uomo di 67 anni che inizialmente era stato condannato in primo grado con l'accusa di aver travolto con un furgone - il 21 ottobre 2012 nella frazione Accaria di Serrastretta - il giovane Paolo Fazio, che morì successivamente in seguito al trauma. Nel 2018 per l'uomo di origini marocchine arrivò la condanna in primo grado a 2 anni di reclusione da parte del tribunale di Lamezia Terme, pronunciamento che fu poi impugnato dall'avvocato Stefano Benedetti, difensore di Abdeslam Kabri, e da qui è nato il processo d'appello, che si è svolto a Catanzaro e al termine del quale i giudici di secondo grado hanno sancito l'assoluzione dell'uomo, divenuta definitiva - da quanto riferisce il legale - per mancata impugnazione in Cassazione da parte del pubblico ministero.

I giudici di secondo grado hanno infatti rilevato "l'insussistenza di prova piena - si legge nella sentenza - circa l'individuazione del furgone dell'imputato come quello coinvolto nel sinistro e, soprattutto, l'insussistenza di prova circa l'identificazione del guidatore nell'imputato". La vicenda, finita al centro dei due processi, risale all'ottobre del 2012, quando due ragazzi a bordo di uno scooter - Paolo Fazio e un amico - furono investiti da un furgone bianco che dopo l’impatto si è dato alla fuga. Entrambi rimasero gravemente feriti e dopo due mesi Fazio morì, mentre l'altro ragazzo fu dimesso dall'ospedale. Seguirono una serie di indagini, al termine delle quali Abdeslam Kabri fu arrestato e processato. Per l'uomo, dopo la condanna in primo grado, ora giunge la definitiva assoluzione.