Annuncia la sua partecipazione al sit-in di Libera a Vibo (promossa a seguito del tentato omicidio ai danni di un 30enne) anche la Consulta studentesca.

“E’ fondamentale che i nostri ragazzi credano e promuovano valori sani e coerentemente agiscano senza correre il rischio di abituarsi all’idea che siamo una terra inderogabilmente compromessa. – ha dichiarato la responsabile regionale Franca Falduto -. Ed ogni occasione, nella quotidianità e nella straordinarietà deve rendersi proficua, senza soluzione di continuità”.

Nel concordare la partecipazione al sit-in, precisano i membri della consulta: “abbiamo riflettuto sul luogo in cui si è svolto, ovvero davanti al monumento ai Caduti. Ciò, tra una settimana ci permetterà di condividere ancora l’iniziativa perché una nostra delegazione prenderà parte all’iniziativa nazionale che, per commemorare il centenario della traslazione  del Milite Ignoto, ripercorrerà in treno il viaggio da Aquileia all’Altare della Patria di Roma, della  salma che una madre indicò simbolicamente tra 11 non identificabili, come quella del proprio figlio. Quanto ricorda quella madre disperata le tante mamme di ragazzi uccisi dalla Mafia e che noi abbiamo conosciuto con Libera!”.

Per la consulta studentesca si tratta “non di iniziative occasionali, ma, concatenate l’una all’altra nella costruzione di quella comunità educante in cui la Scuola riveste un ruolo fondamentale”.

La Scuola, quindi, “sempre più spesso indicata come l’ancora di salvezza della società – hanno poi evidenziato -  è stata anch’essa oggetto di riflessione perché a completare la cornice dei luoghi simbolo del sit-in, è stata la  sede regionale delle Consulte studentesche della Calabria,  il glorioso Convitto nazionale “G. Filangieri”, sulla cui scalinata, nelle epigrafi poste sui muri che la fiancheggiano, sono scolpiti i nomi dei “Ragazzi del '99”, ovvero i coscritti negli elenchi di leva che nel 1917 compivano diciotto anni e che pertanto potevano essere impiegati sul campo di battaglia”.

Per queste ragioni “è importante realizzare azioni simboliche in luoghi resi dagli stessi ragazzi veicolo di messaggi come lo sono i versi di Dante esposti sulle pareti esterne di una Scuola per ricordare a tutti che anche il sommo poeta fu presentato da Virgilio nel I Canto del Purgatorio della Divina Commedia come colui che “Libertà va cercando ch’ è si cara come sa chi per lei vita rifiuta”. La Libertà, quella che Cicerone ci insegna si ottiene solo rispettando le regole, è un diritto/dovere di tutti noi che, col nostro buon esempio, dobbiamo insegnare a far rispettare. Essa deve essere un baluardo – hanno concluso -  ed ogni occasione come la manifestazione di Libera nel cuore storico di Vibo Valentia deve rappresentare un passo verso questo orizzonte”.