Migranti, altri 122 trasferiti in un capannone a San Ferdinando
La Prefettura di Reggio Calabria, che ha coordinato per i profili di competenza istituzionale le operazioni, ha riqualificato ed attrezzato una nuova struttura presente nell'area
In attesa della riunione di domani, convocata al Palazzo del Governo dal Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari e finalizzata al rinvenimento di ulteriori idonee soluzioni alloggiative, proseguono le operazioni di trasferimento dei lavoratori migranti presenti all'interno della vecchia fatiscente tendopoli. Nelle giornate del 18 e del 23 agosto scorsi, 4641 lavoratori sono stati trasferiti, su base volontaria, nella nuova area attrezzata di San Ferdinando.
La Prefettura di Reggio Calabria, che ha coordinato per i profili di competenza istituzionale le operazioni, ha riqualificato ed attrezzato una nuova struttura presente nell'area, incrementandone il numero di posti-letto, anche con l'ausilio del Centro Capi. Sono stati altresi' implementati i servizi igienici e si sta procedendo a creare piu' ambienti idonei sia all'interno che all'esterno della medesima struttura per una confortevole sistemazione. Sara' cosi' possibile trasferire, sempre su base volontaria, gli ultimi 122.
Le operazioni si stanno svolgendo senza particolari criticita', in un clima di serena collaborazione e partecipazione e con il concorso di tutte le Forze di Polizia e delle unita' messe a disposizione dalla Protezione Civile regionale, oltre alle componenti del mondo del volontariato. Nel contempo, e' stata avviata la bonifica dell'area incendiata.
La riunione convocata dal prefetto domani alle 17.30, cui parteciperà il Commissario Straordinario per l'area di San Ferdinando, nonchè i Sindaci ed i Commissari Straordinari dei Comuni della Piana di Gioia Tauro, i rappresentanti della Regione Calabria e del locale Ispettorato del Lavoro e le organizzazioni datoriali del settore agricolo, affronterà nel complesso le esigenze dei "migranti per lavoro" della Piana di Gioia Tauro, in vista di nuove opportunità di accoglienza diffusa, in specie in previsione dell'arrivo di nuovi migranti per le campagne di raccolta agrumicola nonchè di nuovi interventi volti a garantire l'ordinato e sereno svolgersi della vita quotidiana in quei territori.(AGI)
