In Calabria in migliaia senza medico di base
In una comunità di oltre 16mila abitanti, più di mille persone si ritrovano oggi senza medico di base. Succede a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, dove il pensionamento di cinque dottori – mai sostituiti dall’Asp – ha fatto esplodere una vera e propria emergenza sanitaria.
A denunciare la situazione è il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Tavernise, che definisce la vicenda “intollerabile” e punta il dito contro la gestione commissariale della sanità calabrese. «Siamo davanti – afferma – a un caso emblematico del crollo della medicina territoriale: anziani, cronici e persone fragili sono costrette a vagare da un ambulatorio all’altro nella speranza di trovare assistenza. I pochi medici rimasti hanno già superato i limiti massimi di pazienti. È un disastro annunciato».
Tavernise esprime «piena solidarietà» al sindaco di Rosarno Pasquale Cutrì, che ha lanciato un accorato appello all’Azienda sanitaria e al commissario regionale Roberto Occhiuto chiedendo di sospendere i pensionamenti fino alla nomina dei sostituti. «Le sue richieste – sottolinea il parlamentare – sono legittime e devono essere ascoltate subito».
Il caso Rosarno si inserisce in un contesto regionale già duramente compromesso. Secondo i dati della Fondazione Gimbe, in Calabria mancano 66 medici di base, il 37,2% di quelli in attività supera il massimale di 1.500 assistiti, e tra il 2019 e il 2023 si è registrato un calo del 20,9% dei medici di famiglia, contro una media nazionale del -12,7%. Nel 2024, per la prima volta, i posti al concorso per medicina generale sono rimasti scoperti.
«È evidente – conclude Tavernise – che il sistema sta implodendo. Chiedo al presidente-commissario Occhiuto di avviare un piano straordinario per la medicina di prossimità. Non bastano più promesse: servono azioni concrete per garantire un diritto fondamentale, quello alla salute. Non possiamo permettere che l’emergenza di Rosarno diventi l’ennesima tragedia annunciata».
