La Calabria prova a rialzarsi dopo la violenta ondata di maltempo che, tra il 16 e il 18 marzo scorsi, ha travolto la regione lasciando dietro di sé una scia di fango, detriti e infrastrutture lesionate. Il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha siglato il decreto che sancisce ufficialmente lo stato di emergenza regionale, un atto necessario per sbloccare risorse immediate e attivare procedure burocratiche accelerate.

Il provvedimento, che resterà in vigore per almeno sei mesi (prorogabili a un anno), nasce per sanare le "ferite" aperte da piogge torrenziali che hanno superato ogni media stagionale. I sopralluoghi della Protezione Civile hanno confermato uno scenario critico: strade interrotte, sistemi idraulici al collasso e centri abitati isolati, con pesanti ripercussioni sulla quotidianità di migliaia di cittadini.

La geografia del danno: i 48 comuni nell'elenco

L'emergenza non ha risparmiato nessuna provincia, colpendo con particolare violenza sia la fascia ionica che quella tirrenica, oltre alle aree interne. Di seguito la mappa completa dei centri inseriti nel piano di protezione:

Provincia di Catanzaro: Belcastro, Botricello, Catanzaro, Curinga, Gasperina, Lamezia Terme, Martirano, Santa Caterina dello Ionio, Sersale, Torre di Ruggiero.

Provincia di Cosenza: Albidona, Alessandria del Carretto, Amendolara, Calopezzati, Caloveto, Campana, Cariati, Cassano allo Ionio, Castroregio, Corigliano Rossano, Crosia, Mandatoriccio, Papasidero, Scala Coeli, Terravecchia.

Provincia di Reggio Calabria: Campo Calabro, Gerace, Locri, Marina di Gioiosa Ionica, Monasterace, Reggio Calabria, San Giorgio Morgeto, San Pietro di Caridà.

Provincia di Crotone: Caccuri, Cirò Marina, Isola di Capo Rizzuto, Mesoraca, Strongoli.

Provincia di Vibo Valentia: Acquaro, Arena, Capistrano, Cessaniti, Dinami, Filadelfia, Pizzo, Pizzoni, San Nicola da Crissa, Sorianello.

Obiettivo: sicurezza prima dell'autunno

La proclamazione dello stato di emergenza non è solo un passaggio formale, ma uno strumento operativo. Grazie a questo decreto, i sindaci dei comuni coinvolti potranno avviare interventi di somma urgenza per la riparazione di ponti instabili, la rimozione di frane che ostruiscono la viabilità secondaria e il ripristino degli argini dei fiumi.

L'imperativo della Cittadella Regionale è chiaro: correre contro il tempo. L'obiettivo è completare i lavori di messa in sicurezza più delicati prima che l'arrivo delle prossime stagioni piovose possa dare il colpo di grazia a un territorio già fortemente indebolito. "Si tratta di un impegno verso le comunità locali – spiegano dagli uffici regionali – per garantire il ritorno a condizioni di vita normali e proteggere il suolo da futuri rischi idrogeologici".