Vibo, centrodestra in letargo: partiti e pezzi da novanta spariti dietro le quinte
Cosa accomuna i ricci, le marmotte e il centrodestra vibonese? Sembrerà strano, ma in questo periodo autunnale sono tutti in letargo. Se infatti dall'altra parte il Pd è impegnato (a litigare principalmente, non per una sana opposizione) in vista del congresso che si svolgerà tra qualche mese, i partiti dell'altra sponda sembrano dei fantasmi che si fanno vedere di tanto in tanto, quando le congiunzioni astrali sono favorevoli.
Maggioranza compatta e tranquilla? La maggioranza sembra infatti compatta, tranquilla. Anche troppo. Quando si sono alzate delle opinioni di dissenso ci ha pensato subito Maria Limardo in persona a convocare tutti e far rientrare chi di dovere nei ranghi. Come nel caso del consigliere comunale Lorenza Scrugli, che dopo le polemiche sulla gestione delle politiche sociali aveva deciso in un primo momento di rimanere in maggioranza, salvo poi decidere di allontanarsi garantendo un appoggio esterno e infine di abbandonarla (quasi) del tutto. Unica vera prova di forza all'interno della compagine alla guida di palazzo Luigi Razza.
Il silenzio di Forza Italia. Sempre sul fronte delle politiche sociali, poi, Forza Italia ha mostrato una gran prova di silenzio quando il "suo" assessore - Franca Falduto - è stata prima messa da parte nella gestione dell'avvio dell'anno scolastico durante l'emergenza Covid (perchè la competenza era dell'assessorato ai Lavori pubblici, la scusa ufficiale), e poi le è stata tolta la delega al Welfare "per il mio desiderio (del sindaco Limardo, ndr) di rimanere più vicino ai cittadini più bisognosi" (altra scusa ufficiale che però non ha convinto neanche i consiglieri di maggioranza).
Udc e FdI non se la passano meglio. Se Atene piange, Sparta di certo non ride: anche l'Udc e Fratelli d'Italia non se la passano meglio. Nel primo caso hanno smosso un po' gli animi le dimissioni di Nico Console da presidente della prima commissione consiliare - i più maligni, ma non c'è da credergli, dicono perchè bramava un posto in Giunta - ma dopo il leggero polverone tutto si è fermato lì, nulla di più. Con la polvere messa sotto un tappeto che chissà, magari qualcuno è pronto a sollevare al momento opportuno. E anche FdI si trova a dover fare i conti con il commissariamento de facto del partito, con Wanda Ferro ancora coordinatrice del territorio vibonese: un ruolo che le sta stretto, e di cui farebbe volentieri a meno, ma che ancora indossa in quanto Giorgia Meloni non riesce a trovare nessuno che possa ricoprire degnamente quel ruolo. E non è una cosa di cui andare particolarmente fieri.
...e Mangialavori e Pitaro? Arrivati a questo punto sono state scritte circa 400 parole senza mai nominare i pezzi da novanta, quelli che decidono vita e morte delle Amministrazioni comunali ma che sono inesistenti quando si parla dei problemi dalla città: Giuseppe Mangialavori e Vito Pitaro. Qualcuno ne ha notizia? Un posto in Parlamento e uno in Consiglio regionale e, tranne qualche sporadico sussulto, nessun fatto concreto. Alzi la mano chi sa indicare almeno 3 cose buone fatte per Vibo Valentia. La sfida è aperta.
