Silvestro Scalamandrè (associazione "Vibo insieme si può") racconta la sua avventura, cominciata con la consegna di un pacco e l'indirizzo non corrispondente...

Un pomeriggio come tanti altri, appena dopo pranzo, il telefonino squilla. Silvestro Scalamandrè, presidente dell'associazione "Vibo insieme si può", risponde. Dall'altro lato della cornetta c'è il corriere: ha in consegna un pacco per lui. Scalamandrè indica la strada che porta a casa sua e dopo poco il corriere arriva. "L'indirizzo è sbagliato", gli comunica appena lo incontra. Ma Scalamadrè non riscontra alcun errore. I due provano allora a spiegarsi, solo che i riferimenti postali dell'uno e dell'altro non coincidono. "Perché è sbagliato?", chiede Scalamandrè. "Perché questo non è il civico 19, il 19 è più avanti in un altro palazzo", replica il corriere. "Guardi è quarantacinque anni che abito qui e saprò quale numero civico ha la mia abitazione... Sì, prima era il 13 ma poi lo hanno cambiato con il 19", spiega il vibonese. "Non risulta neanche il 13, è in un altro palazzo più avanti sempre in questa via", aggiunge il corriere.

Sembra una barzelletta ma è pura verità. Un verità raccontata dallo stesso Scalamandrè, che dopo quanto verificatosi decide di chiedere lumi al Comune e raccontare la sua piccola odissea. "Vado al Comune - spiega - per un certificato di residenza. Da questo risulta che la mia residenza si trova al numero civico 13, ma io so per certo che è sbagliato. Sì, è vero, il numero civico originariamente era il 13, successivamente però - me lo ricordo benissimo - due vigili, un funzionario, due operai del Comune sono venuti una mattina e hanno cambiato il numero civico sulla targhetta che ancora c’è appesa al muro: hanno cancellato il numero 13 e sul muro direttamente con un pennello hanno scritto 19. Per molti anni - racconta - questo numero era ben visibile, poi il Comune ha deciso di rifare le facciate delle case ridipingendole e nel farlo hanno cancellato tutti i numeri civici con la pittura".

Non combaciando ricordi e documenti, per cui Scalamandrè chiede all’impiegato dell’anagrafe dove dovrebbe recarsi per maggiori informazioni e gli viene indicata l'Urbanistica. "Gli impiegati di questo ultimo ufficio - riferisce - mi dicono che loro non hanno la toponomastica aggiornata e che mi devo rivolgere ai Lavori pubblici. Quelli dei Lavori pubblici mi dicono che la toponomastica esatta e aggiornata la possiedono i Vigili urbani e, nel mentre, arriva una guardia municipale". E dalla conversazione che lui definisce cordiale, ne viene fuori che su alcuni documenti risultano dei numeri che su altri documenti sembrerebbero non corrispondere.

"Pare una cosa da nulla, ma in realtà - afferma Scalamandrè da cittadino - non è cosi, perché oltre a creare disagi a corrieri e postini, può essere di vitale importanza il numero civico, per esempio per un’eventuale soccorso medico ma non solo".