La morte di Nello Ruello, Marisa Manzini: "E' stato un esempio di normalità che ancora manca alla Calabria"
C'è anche Nello Ruello tra le vittime della criminalità organizzata nel Vibonese analizzate dal procuratore aggiunto della Repubblica di Cosenza Marisa Manzini nel suo primo libro, "Fai silenzio ca parrasti assai". La storia del fotografo deceduto ieri sera ha toccato profondamente il magistrato che ha conosciuto personalmente l'uomo capace in un tempo difficilissimo ad abbattere il muro dell'omertà. E a Zoom24 la dott.ssa Manzini ha rilasciato queste considerazioni dopo aver appreso della sua dipartita: "Quando una persona muore - ha detto Marisa Manzini - nella mente di chi resta e vuole ricordarla passano le immagini che più delle altre si sono impresse".
Poi è ritornata sui fatti di quegli anni difficili e del momento in cui egli decise di denunciare le cosche: "Io Nello Ruello l’ho conosciuto - ha proseguito il magistrato - quando assunse una decisione fondamentale per la sua esistenza: quella di denunciare i soprusi di cui era rimasto vittima per anni. Ricordo Nello Ruello come una persona che ha lottato per affermare la propria dignità e per riprendersi la propria libertà; un uomo che ha sofferto ma che ha avuto il coraggio di ribellarsi".
"Un uomo - ha concluso - che ha dato veramente un senso alla sua vita, perché è riuscito, seppure con sofferenza, a garantire alla propria famiglia la libertà che, senza le sue scelte coraggiose, avrebbe certamente perso.Quando Nello assunse quella decisione, era uno dei pochi che in Calabria aveva avuto la forza di avvicinarsi allo Stato. Anche per merito suo nel tempo sono cambiate le cose. Ora proprio il suo ricordo deve servire per affermare che non ci sono scuse che possono reggere: chi vuole stare dalla parte dello Stato può e deve farlo. In questo giorno triste, dobbiamo ringraziarlo come cittadini di questa terra, perché è stato un esempio di quella normalità che ancora manca in Calabria, la normalità di chi sta dalla parte della giustizia".
