Vibo, anche in tempo di Coronavirus la sanità "telecomandata" dalla politica
Non è stato ancora chiarito il giallo legato allo spostamento temporaneo di due anestesisti rianimatori dall'ospedale di Serra San Bruno a quello di Vibo Valentia non andato a buon fine. Nel giro di due giorni, infatti, l'Azienda sanitaria provinciale che aveva assunto questo procedimento al fine di garantire una migliore e più adeguata assistenza nell'ospedale cittadino, dove è previsto il trattamento dei pazienti da Covid-19, è ritornata sui propri passi. Uno degli anestesisti è ritornato a Serra San Bruno, l'altro, stando a quanto denunciato ieri dallo stesso primo cittadino di Serra, è finito a Tropea. Insomma, l'ospedale di Vibo Valentia è stato nuovamente "smobilitato".
La...riconoscenza. Non solo, a conclusione delle operazioni l'Azienda sanitaria provincia ha addirittura ringraziato la politica per il contributo fornito. Una vicenda sulla quale è necessario accendere i riflettori,se è vero che gli input e le sollecitazioni della classe dirigente locale, specie quella di centrodestra, nella fattispecie il senatore Giuseppe Mangialavori e l'onorevole Wanda Ferro, oltre che il commissario straordinario e l'ex sindaco di Serra San Bruno Luigi Tassone, hanno determinato un repentino cambiamento di rotta con la motivazione difficilmente credibile che i problemi sarebbero rientrati. La politica, infatti, anche in un momento difficile come quello che il mondo sta attraversando, ha puntato semplicemente ad agire nel tentativo di non perdere il proprio bacino di voti. L'intento, piuttosto che potenziare realmente il Pronto Soccorso dell'ospedale di Serra San Bruno che quella stessa classe dirigente ha consentito che venisse gradualmente smobilitato nel silenzio, ma di tenere qualche manciata di voti per le prossime consultazioni. A sollevare qualche dubbio, inoltre, sono stati i ringraziamenti dell'Asp ad eminenti onorevoli e senatori. E la domanda sorge spontanea: possono questi ultimi incidere sulle scelte di un commissario dell'Azienda sanitaria provinciale? Non dovrebbe essere quest'ultima sganciata da logiche politiche finalizzate a far suonare un campanile piuttosto che un altro? Una vicenda e soprattutto una procedura che non può sfuggire nemmeno alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, guidata da qualche mese da Camillo Falvo.
Gli anestesisti. Il problema, a questo punto, è degli addetti ai lavori, visto che i casi di Coronavirus cominciano a diventare tanti in provincia e già si è registrato il primo morto. Non a caso le associazioni di rianimatori ed anestesisti avrebbero già fatto sentire la propria voce al Commissario dell'Asp e al direttore aziendale, indotti a fare retromarcia da senatori e onorevoli. D'altronde, a cosa servirebbe raddoppiare il numero di posti in Terapia intensiva senza il personale adeguato ad affrontare l'emergenza? A ben poco.
L'intervento. Intanto prosegue il lavoro dei medici impegnati a sostenere l'emergenza sul campo. Una sorta di trincea nella quale si distinguono professionisti come Antonio Talesa, direttore del 118 nell'area della Calabria centrale. "Stiamo lavorando molto bene - ha chiarito ieri dopo essere stato interpellato dal cronista - grazie al nostro Commissario Giuliano che c supporta a 360" non si risparmia intervenendo in prima persona al bisogno. Siamo riusciti ad aprire una rianimazione Covid con grossi sacrifici , poichè operano solo 5 anestesisti rianimatori in h 24 a fronte di 10 previsti, altri cinque sono destinati alla rianimazione non Covid, ed alle urgenze che potrebbero capitare". "Abbiamo garantito anche la presenza di un anestesista h 24 sui presidi di Serra e Tropea. Il dipartimento di Prevenzione sin dall'inizio della pandemia ha fatto un lavoro eccezionale vigilando capillarmente su tutto il territorio provinciale ed effettuando i tamponi con l'ADI a domicilio delle persone potenzialmente portatori del virus. Grazie a questo lavoro capillare sono stati intercettati alcuni focolai e si è provveduto alla quarantena fiduciaria con il monitoraggio della temperatura ed attezionando eventuale comparsa di sintomatologia. Ad oggi 5 persone sono state ricoverate 2 presso la rianimazione Covid, 2 presso le malattie infettive di Vibo ed uno in Rianimazione covid di Catanzaro". Un resoconto basato essenzialmente sull'attività svolta. "Non mi interessano - ha concluso Antonio Talesa - le beghe campanilistiche, anzi, le ritengo fuori luogo e dannose; spiace che provengono da una persona garbata ed attenta quale l'amico consigliere Tassone. È un momento in cui tutti dobbiamo lavorare per garantirci la sopravvivenza e non alla costruzione di qualche destino individuale".
