LA RIFLESSIONE | Verso lo scioglimento di Sel
La sinistra prova a costruire modelli alternativi al renzismo imperante. Con quale prospettive? A chiederselo è uno dei dirigenti provinciali di Sel a Vibo Valentia
di GERNANDO MARASCO
Condivido pienamente ciò che l’Assemblea Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà ha stabilito il 16 gennaio scorso: non avviare la campagna di tesseramento 2016, al fine di sciogliersi e confluire nel nuovo soggetto politico che sta per nascere. Si chiamerà Sinistra Italiana? Chi ne sarà il leader? Quali contenuti e programmi avrà? A queste ed altre domande inizieremo a rispondere nell’Assemblea Costituente del 19, 20, 21 febbraio a Roma, promossa con l’appello #xperlasinistraditutti.
E’ innegabile che un nodo da sciogliere sarà il rapporto con il PD. Una forza politica che si propone di amministrare e governare non può escludere a priori alleanze con il maggior partito italiano, che vanta un passato di sinistra. Ma è proprio questo il punto: di sinistra il PD ha solo il passato di alcuni suoi dirigenti e molti militanti, ma il governo Renzi-Alfano-Verdini va in una direzione diametralmente opposta: Jobs Act che eleva la precarietà all’ennesima potenza, stravolgimento della Costituzione e accentramento in poche mani dei poteri dello Stato, trivellazioni alla ricerca di chissà quale fonte energetica il cui prezzo è in caduta libera, Buonascuola che pregiudicherà la libertà dell’insegnamento. Tutte “riforme” effettuate in tempi rapidi senza consultare le parti sociali; quando invece si tratta di affrontare il tema dei diritti, come in questi giorni che il nostro Parlamento, ultimo in Europa, discute sulla proposta di legge sulle unioni civili, il Governo si mostra titubante e bigotto.
Il centrosinistra come lo concepivamo fino a due anni fa è tramontato, è un dato di fatto. Ciò non toglie che, in questo anno di transizione, in alcune realtà (Milano, Cagliari, Crotone) si potrà andare uniti alle elezioni amministrative, se lo hanno deciso o lo decideranno le assemblee territoriali; ma oggi siamo all’opposizione in Parlamento e il PD ha monopolizzato il governo regionale, senza riconoscimenti alla sinistra che pure ha fatto parte della coalizione “Oliverio Presidente”. A chi dovrebbero chiedere conto i cittadini, se non al PD?
Da buon militante politico di sinistra, aderirò con convinzione al processo costituente del nuovo partito e spero che questa proposta sarà fatta propria dagli altri esponenti di spicco di SEL-VV e da tutti i compagni e le compagne dell’Assemblea Provinciale, che si riunirà nei prossimi giorni. Metto a disposizione la mia (poca) esperienza politica e sindacale, la mia (tanta) onestà intellettuale e morale e il mio entusiasmo per dialogare e coinvolgere in questo percorso tutti quelli che hanno un cuore politico che batte a sinistra e credono nei diritti, nell’uguaglianza e nel bene comune, superando scetticismo e disillusione e rimescolando ogni precedente appartenenza.
