Estorsione e usura: i carabinieri arrestano un 45enne di Vibo ma il gip lo rimette in libertà (NOME)
Estorsione, tentata estorsione e usura: con queste gravi accuse i carabinieri della Stazione di San Gregorio d’Ippona hanno tratto in arresto Antonio Ferraro, 45 anni, residente a Vibo Valentia. I fatti contestati si sarebbero verificati proprio a San Gregorio d’Ippona, tra aprile e il 27 luglio scorso, ai danni di un uomo di origine argentina, collega dell’indagato.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Ferraro si sarebbe inizialmente offerto di aiutare economicamente il collega tramite bonifici, presentandosi come un amico pronto a intervenire in caso di bisogno. Il 28 aprile scorso avrebbe così concesso un prestito di 800 euro, ma nel giro di poche settimane la situazione avrebbe assunto una piega inquietante.
L’uomo, infatti, avrebbe preteso la restituzione di una somma superiore a quella pattuita – almeno mille euro – e avrebbe minacciato il collega più volte, prospettandogli “brutte conseguenze” se non avesse restituito quanto richiesto. Sempre secondo la ricostruzione accusatoria, per rafforzare le minacce Ferraro avrebbe fatto riferimento a presunti contatti con soggetti appartenenti a organizzazioni mafiose, “capaci di uccidere per debiti anche inferiori”.
Nella giornata di oggi, Antonio Ferraro è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vibo Valentia, Roberta Ricotta. Il pubblico ministero Maria Barnabei ha chiesto la convalida dell’arresto e l’emissione della misura cautelare in carcere. La difesa, rappresentata dall’avvocato Santo Cortese, ha invece chiesto la revoca della misura o in subordine una misura meno afflittiva.
Il giudice, accogliendo le argomentazioni difensive, ha rigettato la richiesta della Procura e disposto l’immediata liberazione di Ferraro, che ha così lasciato la casa circondariale di Vibo Valentia, dove era stato detenuto.
