"Qualche giorno fa, in vista dell'avvicinarsi del momento del cambio appalto r.s.u., la scrivente organizzazione aveva avuto occasione di parlare di paura dei lavoratori che ancora una volta vedevano il proprio futuro pieno di nuvole scure e di incertezze. Ed ecco che puntualmente tutte le paure e le incertezze rischiano di diventare cruda realtà alla luce delle ultime sconvolgenti vicende che hanno interessato in questi giorni i vertici dell'ASED e l'azienda stessa, colpita anche da una misura interdittiva. Una catastrofe per l'azienda che rischia di diventare, però, una catastrofe per tutti i lavoratori. Nessuno escluso". Lo tsunami che ha travolto l'Ased non lascia affatto tranquilli i dipendenti vibonesi dell'azienda che si occupa della nettezza urbana.

La paura del futuro. "Pur nello stupore dei primi momenti - scrive il coordinatore provinciale dello Slai Cobas Nazzareno Piperno - ovviamente manifestiamo la più totale fiducia nell'attività della magistratura che come sempre svolge egregiamente il proprio difficile compito in contesti molto difficili, augurandoci che tutto possa essere chiarito con la punizione, una volta accertate le responsabilità, degli eventuali colpevoli. Ma le preoccupazioni che, però, ci attanagliavano qualche giorno fa spingendoci a scrivere oggi sono inevitabilmente aumentate in misura esponenziale e la paura dei lavoratori è diventata vero e proprio terrore. Terrore per le poche posizioni faticosamente riacquistate dopo il 'bagno di sangue' dell'era Progettambiente tanto breve quanto dannosa e per il proprio posto di lavoro che non sappiamo che fine farà dopo quello che ci aspettiamo sta per succedere da un momento all'altro alla luce delle ultime vicende aziendali. Terrore per il rischio concreto di non percepire le retribuzioni che, spiacevole sempre, in prossimità delle festività natalizie diventa qualcosa di totalmente insopportabile. Terrore più che giustificato in un settore che, comunque, per un motivo o per l'altro, non trova proprio pace e che ha determinato i lavoratori, per fare quadrato, ad indire una assemblea per la giornata di martedì prossimo, 13 dicembre, che si terrà nella piazza antistante il palazzo comunale per sensibilizzare ancora una volta le istituzioni ed il Comune di Vibo Valentia in particolare. Comune che, con la Giunta Costa, in verità ha sempre prestato ascolto alla voce dei lavoratori intervenendo ed aiutandoli per quanto possibile. Perchè quello che si chiedeva prima e che a maggior ragione chiediamo oggi è un ulteriore intervento istituzionale affinchè i lavoratori, semplici spettatori passivi di tali vicende, nella burrasca che ha investito l'ASED – e che, crediamo ancora non abbia manifestato neanche un terzo dei suoi effetti deleteri - non vengano travolti senza poter dire o fare alcunchè se non chiedere aiuto, appunto, ed appoggio alle istituzioni".

Nessuna interruzione. "I lavoratori non possono fare altro che continuare a fare il proprio dovere e lavorare, peraltro con risultati egregi anche grazie all'importante opera dei tecnici impegnati ogni giorno in prima linea, tra mille difficoltà che investivano l'intero cantiere (mancanza di indumenti, mancanza di mezzi numericamente adeguati ai compiti da svolgere, doppi turni massacranti per far fronte ad evidenti lacune di organico, ecc.ecc.). Il tutto per far andare la macchina di un servizio la cui regolarità oggi è sul punto di essere compromessa a causa della situazione esplosiva determinata dalla vicende aziendali e che, come primo effetto vede la imminente sospensione del rifornimento di carburante per gli automezzi già preannunciata dai fornitori. A costo di risultare ripetitivi non vogliamo e non dobbiamo dimenticare che i lavoratori ancora oggi stanno scontando sulla propria pelle la violazione degli accordi in Prefettura dell'agosto 2014 da parte della Progettambiente che li ha adempiuti con grande ritardo laddove non li ha totalmente disattesi".

La prospettiva. "Accordi il cui rispetto rappresentava e rappresenta ancora oggi un primo passo, quello da cui partire, ma che sicuramente non possono rappresentare la tomba dei diritti dei lavoratori, costretti per la loro intera vita lavorativa, a rinunciare a posizioni economiche ed a diritti faticosamente acquisiti in vent'anni di
servizio. Gli accordi prefettizi – con i sacrifici all'epoca imposti ai lavoratori - rappresentavano certamente un male, ma in quel momento un male necessario frutto di una situazione economica che, all'interno dell'appalto, non consentiva praticamente alcuno spazio di manovra. Ciò ovviamente non stava e non sta a significare che i sacrifici richiesti ed imposti dovessero essere per sempre perchè rinunciare, per come fatto dai lavoratori, a due ore di lavoro in favore di un part-time, ai
parametri ed alle qualifiche maturate e con esse, di fatto, ai vantaggi economici della propria anzianità di servizio, non poteva che essere considerato un momento di passaggio, di crisi, che prima o poi – come tutte le crisi - doveva essere superato. Perchè la riduzione della retribuzione derivante da tali sacrifici determinava una sostanziale impossibilità per i lavoratori stessi e per le loro famiglie di condurre una vita dignitosa, e recuperare il terreno perduto, oltre che auspicabile, diventava una vera e propria necessità. E così i pochi miglioramenti già raggiunti o sul punto di essere raggiunti con l'ASED – come le 6 ore per gran parte dei lavoratori – rappresentavano e rappresentano un piccolo consolidamento di situazioni economiche già estremamente precarie sulle quali dovremo necessariamente confrontarci e sulle quali chiediamo alle istituzioni di ascoltare la voce dei lavoratori e aiutarli per quanto che potranno fare. Perchè si eviti il triste spettacolo di far scontare ancora una volta ai lavoratori colpe e responsabilità di altri. In questo difficile cammino noi saremo al fianco dei lavoratori. Come sempre. Sperando di non essere lasciati soli ancora una volta con il loro disagio o, peggio, con la loro disperazione".