Si chiama Giuseppe Di Bello l’ex brigadiere dei carabinieri che ha trovato i resti riconducibili al piccolo Gioele, le cui ricerche sono andate avanti per settimane. Gioele, la cui storia ha catturato l'attenzione nazionale, era scomparso il 3 agosto insieme alla madre, la dj Viviana Parisi, ritrovata morta qualche giorno dopo.

"Un tormento". "Già per diverse sere dopo la scomparsa del bambino non ho dormito. Pensavo a quella creatura e mi domandavo: com’è possibile che non si trova? Un tormento. Ho fatto la notte in bianco, pensando a Gioele" ha dichiarato l'ex carabiniere Di Bello, originario di Verbicaro nel Cosentino, al Corriere della Sera. Poi il racconto del ritrovamento: "Ho camminato per un’ora circa finché mi sono imbattuto in un forte odore. Ho fatto su e giù quel pezzo di bosco ma non mi rendevo ancora conto da dove provenisse quel lezzo. Ho iniziato ad alzare la macchia di rovi che copriva il terreno con il mio falcetto che uso quando vado a funghi e ho scoperto i resti".

"Notte più brutta della mia vita". E alla domanda del giornalista Carlo Macrì su quale fosse stato il primo pensiero dopo il ritrovamento, ha dichiarato: "Ho alzato gli occhi al cielo. Sono credente. Anche Gioele ha pregato affinché qualcuno lo ritrovasse. La notte passata, però, è stata la più brutta della mia vita. Il dolore, l’angoscia per com’è stato ridotto quel corpicino. Non si può dimenticare".