"Interveniamo, nella nostra qualità di rappresentanti degli studenti del Liceo Scientifico Luigi Siciliani, Liceo Classico P. Galluppi, Liceo Scientifico E. Fermi, IIS De Nobili, ITT Chimirri, ITIS Scalfaro di Catanzaro, sulla decisione del Governo centrale e del ministro Azzolina di riaprire le scuole per la data del 7 gennaio". Così in una nota i rappresentanti studenteschi Alessandro Pitaro, Dario Calidonna, Saverio De Filippo, Luca Alfieri, Andrea Sinopoli, Davide Panaro, Francesco Gallelli, Graziano Pitaro, Davide Pisano, Alessio Borrello, Alessandro Bressi, Domenico Macrì, Francesco Federico, Alberto Cerminara, Chiara Tallini, Luigi Critelli, Salvatore Serapide, Niccolò Chiarella, Andrea Mustari, Giulia Tagliati, Marco Costa, Luigi Garofalo e Andrea Curto.

"Programmazione difficile e azzardata".
Parlano i sindacati, i comitati dei genitori, i dirigenti scolastici, i politici. Ma ancora non era stato chiesto il parere di coloro che - più di tutti - sono i diretti interessati in questa vicenda. "Stiamo seguendo tale problematica da diversi giorni anche attraverso riunioni, da remoto, dei Consigli d’Istituto - spiegano gli studenti - al fine di programmare le modalità di riapertura, dal momento che la decisione governativa si spinge alla riapertura almeno al 50% degli studenti. È inutile non evidenziare che tale programmazione appare molto difficile ed anche azzardata, dal momento che i dirigenti scolastici stanno facendo salti mortali per incastrare orari, lezioni asincrone e sintonizzazione con le corse degli autobus per gli studenti pendolari".

Difficoltà per genitori e ragazzi.
"Da quanto è dato sapere - continuano - i prefetti avrebbero disposto la riapertura delle scuole ordinando gli ingressi degli alunni in due fasce orarie: la prima alle 8, la seconda alle 10, con relative uscite che arrivano anche alle ore 15. Ciò implica difficoltà sia in capo ai genitori, impossibilitati ad accompagnare i propri figli, e sia in capo agli stessi studenti i quali, uscendo alle ore 15 arriverebbero alle proprie abitazioni, attraverso la corsa autobus, nel tardo pomeriggio stanchi ed affamati, e, pertanto, difficilmente predisposti a proseguire gli studi nella serata per la normale attività dei “compiti per casa”.

Situazione critica in Calabria.
Gli studenti hanno "la volontà di tornare a scuola e iniziare una normale e seria attività didattica", ma "vogliono farlo in assoluta sicurezza e senza mettere a repentaglio né la loro salute né quella dei loro cari, né quella dell’intero tessuto sociale, con il rischio probabile di innescare focolai epidemiologici". "Peraltro, e ciò non è meno importante - evidenziano ancora - dai dati diffusi ultimamente dalle autorità preposte, si evince che l’indice Rt in Calabria è pericolosamente in aumento, tant’è che si discute, per la nostra Regione, l’istituzione della zona rossa".

Non riaprire le scuole adesso.
"Ci chiediamo, quindi, come può essere possibile tornare a scuola il 7 gennaio in queste terribili condizioni". Gli studenti rivendicano quindi "ad alta voce" il diritto allo studio, ma "contestualmente, ed in primis, rivendicano il loro diritto alla salute!". Per tale ragione, "chiediamo che venga rinviato il ritorno in classe ad una data futura e al momento in cui ci saranno le giuste condizioni di sicurezza non solo per gli studenti, ma anche per tutto il mondo che ruota intorno all’istituzione scuola". "Urge, pertanto, che il  presidente Spirlì e i sindaci utilizzino i loro poteri - concludono i rappresentati degli studenti - per disporre la non riapertura delle scuole per la data del 7 gennaio e fino a quando non sussisteranno le suddette condizioni di sicurezza per tutti".