Il voto favorevole al blocco dei ripescaggi da parte del presidente degli allenatori Renzo Ulivieri viene stigmatizzato dal club rossoblù

"Con estremo rammarico la U.S. Vibonese prende atto delle decisioni assunte quest’oggi dal Consiglio Federale. Ancora una volta si assiste attoniti ad una decisione che va contro ogni logica e che in un colpo solo chiude la strada a 4 società disposte a far parte della Serie C ed a mantenere in vita una serie di posti di lavoro. Dall’oggi al domani oltre 150 fra allenatori, calciatori, segretari, direttori sportivi e collaboratori rimangono senza squadra". Inizia così un lungo comunicato della Vibonese a commento delle decisioni adottate dal Consiglio federale della Figc nella riunione di ieri che ha bloccato i ripescaggi in Lega Pro.

Allenatori licenziati. Nel mirino del club rossoblù la posizione dell'Assoallenatori e del suo presidente Renzo Ulivieri: "Sorprende e lascia stupiti, in merito, il comportamento tenuto dall’Associazione Allenatori e dal suo presidente. La stessa Vibonese, alla luce di quanto deciso oggi dal C.F., si ritrova costretta a dover mandare a casa quattro allenatori. E questo per colpa del loro presidente di categoria che, andando contro i suoi associati, è stato l’ago della bilancia". 

Il caso fideiussioni. La Vibonese appare poi solidale con il Rende per un'esclusione che giudica assurda. "Il Rende escluso per un ritardo nella presentazione della fideiussione quando nella stagione passata nessuno si è accorto che più squadre hanno giocato in assenza della stessa. Sappiamo tutti cosa è successo in merito alla posizione del Messina e ad una fideiussione che abbiamo scoperto non esserci mai stata. Ma noi continuiamo a chiedere alla giustizia sportiva di esprimersi sulla mancata presentazione della fideiussione e loro continuano a rispondere che sono stati già sanzionati per la ritardata presentazione. Prima o poi troveremo un giudice che capirà che dal primo febbraio non è stata mai presentata".

Avanti con il progetto. La  Vibonese  conferma quindi di voler andare avanti nel proprio progetto, a prescindere dalla categoria, fermo restando che continuerà a seguire tutte le vie legali possibili. "Quanto accaduto nell’ultimo periodo - si legge nel comunicato - amareggia e sconforta ma, allo stesso tempo, il club troverà la forza per proseguire la propria attività". 

Le parole di Caffo. Il presidente Pippo Caffo ha rilasciato delle dichiarazioni alla Gazzetta del Sud. “Il 22 agosto la Corte d'appello federale – spiega – discuterà il nostro ricorso avverso a quanto sentenziato dalla Tribunale federale nazionale. Ci aspettiamo che la giustizia sportiva entri nel merito della questione e non abbiamo affatto rinunciato all'idea di andare al Tar del Lazio”. Il tempo però stringe e non ci sono più altri margini di manovra. La Vibonese deve tuffarsi sul mercato per costruire una squadra allo stato inadeguata per la Serie D. “Ho già dato mandato al mio socio Beccaria – afferma Caffo – di muoversi in tal senso e di iniziare a costruire la squadra per la Serie D”.