'Ndrangheta, lussuosa villa confiscata al clan Crea di Rizziconi
Il provvedimento eseguito dalla polizia di Reggio Calabria nei confronti della figlia di Teodoro Crea, indicato dagli inquirenti come il "capo storico" della famiglia
Una villa lussuosa nel comune di Rizziconi e una polizza assicurativa. Entrambi intestati a Marinella Crea, 40enne figlia di Teodoro (77 anni), che gli investigatori considerano il “capo storico” della potente e pericolosa cosca di ‘ndrangheta dei Crea, attiva nella piana di Gioia Tauro. Sono i beni, del valore stimato in circa 500 mila euro che la polizia di Reggio Calabria ha confiscato eseguendo un provvedimento emesso della Sezione Misure di prevenzione del Tribunale.
L'inchiesta. La misura nasce da una proposta avanza dal Questore della provincia dopo che gli uomini della Divisione anticrimine hanno svolto un’articolata indagine patrimoniale. Investigazioni che sono la naturale evoluzione di quelle condotte dalla Squadra Mobile, e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, che il 4 giugno del 2014 portarono all’arresto di 16 persone accusate di associazione di stampo mafioso, estorsione aggravata, intestazione fittizia di beni e truffe alla Comunità Europea. Tra i destinatari di quel provvedimento, oltre a Teodoro Crea e buona parte del suo nucleo familiare, risultano anche altre persone considerare esponenti di spicco della ‘ndrina: Antonio Crea, detto “u Malandrinu” e Domenico Crea detto “Scarpa Lucida”, parenti di Teodoro. L’inchiesta ha coinvolto anche tre ex amministratori del Comune di Rizziconi.
Le ipotesi dell'accusa. Secondo gli investigatori le indagini avrebbero dunque evidenziato l’assoluta egemonia della cosca Crea sul territorio, tanto da definirla come una vera e propria “signoria”, sia per quanto riguarda le attività criminali tradizionali che per la capacità di condizionare la vita pubblica, tanto da determinare, nel 2011, lo scioglimento del Consiglio Comunale di Rizziconi.
