'Ndrangheta, detenuti al 41 bis possono avere riviste per adulti? Deciderà la Cassazione
Il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha accolto la richiesta di un detenuto al 41 bis, il cosiddetto "carcere duro" a cui sono sottoposti anche diversi boss di 'ndrangheta, che aveva chiesto il permesso di poter acquistare e tenere in cella delle riviste per adulti. Il ministero della Giustizia, però, ha fatto ricorso. Può sembrare un aspetto goliardico ma, dove non possono entrare in alcun modo coniugi o partner per avere momenti di intimità, anche la cura della sessualità - secondo il Tribunale romano - è un diritto che deve essere garantito. Come riporta il quotidiano "Domani", infatti, attraverso la visione di immagini pornografiche "la persona reclusa trova uno strumento per migliorare la sua vita privata sebbene - scrive il Tribunale di Roma - 'l’orizzonte espressivo della sua sfera sessuale si riduca ad una dimensione effimera e sublimata', nel rispetto della dignità umana e dei valori costituzionali, a tutela della persona sottoposta alla detenzione in regime speciale come a ogni detenzione".
Il ministero della Giustizia ha però presentato ricorso e, per questo, il provvedimento non è ancora stato eseguito. Adesso spetterà alla Cassazione, il prossimo 31 marzo, decidere se le immagini pornografiche possano o meno entrare all'interno della cella di un detenuto al 41 bis.
