Ad una settimana dalla clamorosa sentenza della Corte federale d'appello, nessuna comunicazione ufficiale per il club rossoblù e spuntano ipotesi paradossali

di MIMMO FAMULARO

Ad una settimana dalla sentenza della Corte federale d'appello, la Vibonese è ancora sospesa nel limbo. C'è un verdetto chiaro che obbliga la Lega Pro a riscrivere la classifica retrocedendo il Messina per illecito sportivo all'ultimo posto e a riammettere i rossoblù del presidente Pippo Caffo in Serie C. E' chiaro che ad ottemperare quanto i giudici chiedono in maniera perentoria deve essere la Lega di Firenze rappresentata da Gabriele Gravina e non più titolata a ricorrere al Coni per impugnare la sentenza. 

La diffida. Da una settimana Figc e Lega Pro fanno a scaricabarile senza dare seguito al verdetto emesso dai giudici di secondo grado. Roma dice che tocca a Firenze e Firenze aspetta Roma. Secondo quanto scrive la Gazzetta dello Sport,  la Federcalcio avrebbe chiesto gli atti alla Corte federale d'appello, una sorta di preludio ad un eventuale ricorso al Collegio di garanzia del Coni. In pratica Tavecchio dovrebbe ricorrere contro un provvedimento da lui stesso firmato. Ipotesi paradossale e forse anche improbabile visto che la Figc come la Lega Pro non ha alcun interesse legittimo ad agire e non è necessaria una laurea in Giurisprudenza per capirlo. Il caso verrà comunque discusso al Consiglio federale in programma lunedì a Roma dove la vicenda dovrebbe chiarirsi una volta per tutte. A scanso d'equivoci la Vibonese ha inviato sia alla Federazione che alla Lega Pro la diffida a procedere con la riammissione in Serie C. Come dire: intanto dai seguito alla sentenza e mi fai giocare, poi discutiamo eventuali altri ricorsi. Caffo, d'altronde, ha anche la carta del Tar del Lazio da giocare ed un eventuale risarcimento milionario da chiedere.

Il vecchio Messina torna in scena. L'ipotesi più agghiacciante ventilata da ambienti vicini alla Lega Pro e riportata sempre dalla Gazzetta dello Sport riguarda un clamoroso ritorno in scena del Messina di Proto che, seppur non iscritto al campionato per le note vicissitudini economiche, potrebbe ricorrere al Coni per tutelare non si sa quale interesse. Si tratta dello stesso Messina che non ha presentato la fideiussione e che non si è neanche costituito davanti alla Corte federale d'appello. Potrebbe farlo davanti al Coni? Improbabile ma non impossibile. La telenovela continua e promette nuovi sviluppi.