"Portare a termine la vera grande opera pubblica di cui necessita la Calabria: l'attento monitoraggio degli impianti di depurazione esistenti, il loro corretto funzionamento e un programma di interventi di efficientamento e adeguamento che permetterebbe una volta per tutte di uscire dall'emergenza depurativa che rischia di compromettere irrimediabilmente una delle maggiori risorse di questo territorio". E' l'appello di Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente che ha ripreso il suo viaggio lungo la Penisola per la tutela dei mari e delle coste italiane e in questi giorni sta facendo tappa a Cetraro.

Il dossier. Oggi, a Cetraro, e' stato presentato il dossier "I fanghi di depurazione: la storia continua - A che punto e' la depurazione in Calabria?". Numeri, storie e riflessioni sono stati illustrati da Aldo Perrotta, comitato scientifico Legambiente Calabria; Luigi Sabatini, direttore Legambiente Calabria e Giorgio Zampetti responsabile scientifico Legambiente. Erano presenti, inoltre, Angelo Aita, sindaco Comune di Cetraro e Giuseppe Aieta, presidente della II Commissione del Consiglio regionale.

I numeri. Secondo i numeri raccolti nel dossier di Legambiente, la Regione Calabria ha una potenzialita' nominale complessiva di depurazione pari a 2.786.725 abitanti equivalenti su un totale (dati Istat) di 3,7 milioni, cioe' il 75 % del totale. Un dato che pero' - evidenzia lo studio - si abbassa notevolmente se si analizza la reale capacita' di trattare adeguatamente gli scarichi, secondo gli standard previsti dalle normative europee. Stando ai numeri dell'Istat (Censimento delle acque di giugno 2014 con dati al 2012) ad essere trattati in maniera adeguata e' il 51,5% del totale del carico generato. Criticita' che - secondo Goletta Verde - si ritrovano anche nel quadro delineato dall'ultima procedura d'infrazione aperta nei confronti dell'Italia che comprende anche 130 agglomerati calabresi, il 62% del totale regionale, per un totale di circa 1,3 milioni di abitanti equivalenti (ovvero il 36%). Condanne e procedure che, stando alle stime dell'unita' di missione del Governo Italia Sicura costerebbero alla Calabria, a partire gia' da quest'anno e fino al completamento degli interventi di adeguamento richiesti, 38 milioni di euro. Oltre l'adeguamento degli impianti rimane anche il problema del loro sottoutilizzo. Dall'analisi dei dati forniti alla Regione Calabria emerge - ha spiegato Legambiente - che alcuni impianti risultano utilizzati in maniera molto ridotta. (AGI)