Agguato a Vibo, Iannello rompe il silenzio e racconta la notte degli spari: “Non mi fermeranno” (VIDEO)
Dal presidente del Consiglio comunale un segnale di determinazione che trasforma un episodio grave in un’occasione per riaffermare valori fondamentali come legalità, rispetto e responsabilità civica
Una notte di paura e inquietudine, culminata in un gesto che ha scosso la comunità di Vibo Valentia. A raccontare i drammatici momenti è Antonio Iannello, presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, vittima di un atto intimidatorio: colpi di pistola esplosi contro la sua auto e il muro della sua abitazione a Triparni nei giorni precedenti il Natale. Iannello racconta l’intimidazione subita, un atto “inaccettabile” e che rappresenta un attacco non solo alla sua persona, ma al principio stesso di partecipazione democratica.
“Sono sereno, perché non so nemmeno per chi o per cosa mi dovrei preoccupare”, esordisce Iannello, descrivendo la sequenza dei fatti. La notte del 21 dicembre, mentre rincasava a bordo della propria auto, ha udito alcuni botti, che inizialmente non ha interpretato come spari. Solo il giorno successivo, al termine di un lungo Consiglio comunale dedicato all’approvazione del bilancio, emergono i segni dell’aggressione: quattro fori sul muro esterno della casa, un quinto sulla sua auto e bossoli rinvenuti nei pressi.
Immediata la denuncia in Questura. “Se dicessi di non essere preoccupato direi una cosa non vera – aggiunge Iannello – ma allo stesso tempo sono sereno, perché non ho nulla da rimproverarmi”. Rivendica di aver sempre agito nel rispetto delle regole democratiche e sottolinea come il suo ruolo sia esclusivamente istituzionale di garanzia, senza poteri gestionali diretti.
La famiglia ha escluso ogni possibile movente privato, e neppure il presidente ha ricevuto segnali, rivendicazioni o messaggi nei sedici giorni successivi: “Non è arrivato nessun segnale, nessuna telefonata, nemmeno uno squillo”, racconta.
Gli investigatori stanno valutando anche l’ipotesi di tentato omicidio, considerato che uno dei proiettili ha colpito l’auto. Iannello, però, ritiene improbabile che si volesse colpirlo direttamente: “Procedevo a passo d’uomo, stavo entrando nel garage. Se avessero voluto, non potevano mancarmi da quella distanza”.
Pur senza nascondere l’amarezza per quanto accaduto, Iannello ribadisce con fermezza la volontà di non arretrare. L’intervista è stata anche l’occasione per ribadire l’importanza della trasparenza e del dialogo come uniche armi per affrontare la violenza. “Le idee si contrastano con altre idee, non con la violenza o le minacce”, ha fatto intendere Iannello, richiamando la necessità di difendere gli spazi di confronto democratico.
Nonostante quanto accaduto, il messaggio finale è stato chiaro: andare avanti, senza cedere alla paura. Un segnale di determinazione che trasforma un episodio grave in un’occasione per riaffermare valori fondamentali come legalità, rispetto e responsabilità civica.
