Camera Penale, dibattito a Vibo sulla spettacolarizzazione delle indagini
Si è svolto venerdì, nei locali del Valentianum di Vibo Valentia, il convegno organizzato dalla Camera Penale “Francesco Casuscelli” sull’argomento “Pubblicità delle indagini. Principi e legalità”. L’evento ha visto la partecipazione nutrita di avvocati, non solo del Foro di Vibo Valentia, ma anche di altri Fori calabresi, e un cospicuo numero di interventi verso i Camera Penale, dibattito a Vibo sulla spettacolarizzazione delle indaginiquali i presenti hanno dimostrato grande interesse. L’argomento è stato introdotto dall’avv. Vincenzo Gennaro, presidente della Camera Penale di Vibo Valentia, il quale ha spiegato le ragioni della scelta dell’argomento, comune a tanti difensori e cittadini, che non vuole essere una negazione al diritto all’informazione, ma necessita rispetto dei diritti della persona umana. L’avvocato Gennaro ha affermato come non sia accettabile, in una società che rispetti i diritti della persona, che debbano essere riportate dagli organi di stampa immagini, o video, di persone fatte sfilare in manette per essere riprese, o di abitazioni che vengono perquisite. Ciò, ha proseguito il penalista, confligge con il preciso disposto normativo dell’art. 114 VI comma bis del c.p.p., allorchè non vi sia il consenso dell’arrestato (a chi è stato mai richiesto?), ed il buon gusto. Così come, ha proseguito, è inconcepibile leggere intere pagine di ordinanze di custodia cautelare, corposi brani di interrogatori o di intercettazioni telefoniche sui giornali immediatamente dopo l’esecuzione di misure cautelari, quando ancora lo stesso difensore non ha avuto cognizione degli atti.
Dati questi che si rivelano dannosi sotto l’aspetto delle esigenze probatorie, poiché potrebbero aiutare a sfuggire alla giustizia l’autore del reato rimasto ignoto, nonché provocare un grave danno alla persona che dovesse risultare, già nelle indagini o dal processo, estranea ai fatti addebitategli, perché vi sarà sempre chi li bollerà, comunque, come colpevoli. E' intervenuto poi il dott. Elio Costa, sindaco della città di Vibo, il quale oltre a porgere il saluto della città ai penalisti ed agli avvocati tutti, ha rilevato la negatività di eventi nel settore che creino una pubblicizzazione esasperata. L’avvocato Angelina Maria ha portato i saluti del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Vibo Valentia, così come anche l’avv. Maria Limardo per l’ANAI e l’avv. Gino Pappalardo in qualità di presidente della locale camera tributaria. Il dott. Alberto Filardo, presidente del Tribunale di Vibo Valentia, nel suo intervento ha fatto rilevare le criticità di alcuni aspetti del settore. L’avv. Antonietta De Nicolò, membro della Giunta dell’Unione Camere Penali, oltre a stigmatizzare la spettacolarizzazione delle indagini, ha rappresentato casi di quotidianità della vita giudiziaria che si pongono al di fuori delle regole.

Il dott. Mario Spagnuolo, procuratore della Repubblica del Tribunale di Vibo Valentia, ha rilevato come ormai vi sia un sistema inarrestabile dove le notizie sembra quasi siano diventate la normalità, raffrontando tale sistema a quello di altri paesi ed argomentando anche sulla scorta di sentenze della Cassazione. Il senatore Nico D’Ascola, Presidente della Commissione Giustizia, docente universitario e penalista, il quale ha contribuito alla stesura dell’art. 111 della Costituzione, ha evidenziato come la pubblicità appaia come una ricerca di consenso, che non ha nulla a che fare con la giustizia, mentre la necessità di garantire un processo in tempi rapidi farebbe meno ogni discorso relativo alla prescrizione. Ma sopratutto ha ammonito come la spettacolarizzazione nella giustizia e la conseguente idea che essa tende a dare non deve far diventare il processo, dove si accertano i fatti, un atto scontato. E’ stata poi la volta di alcuni dei componenti del Coordinamento delle Camere Penali della Calabria, l’avv. Giuseppe Carvelli, presidente della Camera Penale di Catanzaro, l’avv. Emanuele Genovese, presidente della Camera Penale di Reggio Calabria, Eugenio Minniti, presidente della Camera Penale di Locri, i quali hanno rimarcato gli aspetti negativi della spettacolarizzazione delle indagini e la mancanza di un corrispondente spazio alla notizia dell’estraneità ai fatti o dell’assoluzione dell’indagato/imputato.
Ha preso poi la parola l’avv. Armando Veneto, Presidente della Camera Penale di Palmi, componente del coordinamento delle Camere Penali della Calabria e coordinatore dell’organismo del c.d. “doppio binario” dell’UCPI, il quale nel rilevare la spettacolarizzazione dell’indagine, facendo rilievi tecnici al processo si è rivolto in particolare ai giovani Avvocati esortandoli a prendere coscienza della loro posizione di futuro dell’Avvocatura. Ha concluso i lavori l’avv. Beniamino Migliucci, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, il quale ha tecnicamente argomentato sulla negatività della pubblicità delle indagini, nonchè sul ruolo del difensore. Il presidente dell’UCPI ha evidenziato la contrarietà dell’UCPI acchè i processi vengano celebrati in televisione anzicchè nelle aule di giustizia, rilevando la fallacità di alcune posizioni poco competenti.
Ha illustrato il percorso seguito in momenti importanti della vita dell’Avvocatura ad opera dell’UCPI, e soprattutto la considerazione che l’attuale Giunta dell’UCPI ha nei confronti dei giovani avvocati.
