Medicine scadute ai pazienti, indagini chiuse per otto infermieri
Contestato il mancato controllo sui farmaci che sarebbero stati dati quotidianamente agli ammalati, negli ospedali Pugliese e Mater Domini di Catanzaro.
Dalle gocce ai cateteri, passando per aghi, cannule, pinzette e tanto altro. E' corposo l'elenco dei farmaci scaduti e a quanto pare somministrati ai pazienti dei nosocomi Pugliese e Mater Domini di Catanzaro da otto infermieri, finiti nel mirino degli investigatori. Nella fattispecie dei Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia del capoluogo di regione, che nella scorsa primavera hanno passato al setaccio gli armadietti dei due presidi, sequestrando i farmaci scaduti.
Il blitz. Correva lo scorso quattordici maggio quando scattò l'operazione. Da allora i militari hanno effettuato le dovute verifiche stilando otto verbali che sono confluiti negli avvisi di conclusioni notificati agli interessati dalla polizia giudiziaria e di cui fornisce interessanti dettagli questa mattina la Gazzetta del Sud. Il sostituto procuratore Paolo Petrolo contesta ai sanitari "il mancato dovuto controllo periodico sulle scorte di farmaci somministrati".
I reparti. Nel mirino degli investigatori i reparti di Chirurgia pediatrica, Pediatria, Chirurgia generale, Urologia e Ginecologia di Germaneto e di Cardiologia del Pugliese. Le irregolarità contestate sarebbero dovute al fatto che i farmaci non erano stati accantonati per essere poi smaltiti. Svariate le tipologie di medicinale poste sotto sequestro. Gli indagati avranno ora 20 giorni di tempo per chiarire la propria posizione.
