In carcere finiscono venti persone. Devono rispondere, a vario titolo, rapina impropria, danneggiamento aggravato, incendio, lesioni aggravate, violenza privata, tentato omicidio

Eseguita dagli agenti della polizia un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Lamezia Terme, nei confronti di un gruppo di ultras del Catania che il 29 aprile scorso, durante la trasferta a Matera, ha aggredito inermi cittadini agli imbarcaderi di Messina e dato fuoco con un fumogeno, dopo averla inseguita in autostrada, a un auto i cui occupanti erano stati erroneamente scambiati per tifosi del Siracusa e che sono stati anche picchiati e rapinati vicino alla stazione ferrovia di Lamezia Terme. Il giorno successivo all’aggressione, erano stati individuati dalla polizia 21 aggressori (20 denunciati e uno, che guidava un pulmino, arrestato). L’assalto degli ultras è stato interrotto dall’intervento di un agente della polizia ferroviaria e da altri poliziotti arrivati alla stazione di Lamezia. È così stato fermato l’autista del pulmino sul quale viaggiavano gli ultras.  

In carcere. A seguito di un'indagine condotta in maniera sinergica dalle Procure di Catania e di Lamezia Terme e che ha permesso l'identificazione di tutti i protagonisti dell'assalto, in venti sono finiti in carcere e qualcuno è anche accusato di tentato omicidio.  Si tratta du Luca Razza, 35 anni, il quale avrebbe tentato di investire con l'automobile il poliziotto della polfer intervenuto per primo in soccorso delle vittime dell'aggressione, sparando in aria colpi di pistola a scopo intimidatorio. Molti dei destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare hanno precedenti penali e tra le persone coinvolte figura anche un minore.

Le accuse. I reati ipotizzati nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, rapina impropria, danneggiamento aggravato, incendio, lesioni aggravate, violenza privata, tentato omicidio, utilizzo di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione abusiva di materiale esplodente. Le indagini sono state condotte dagli uomini del commissariato di Lamezia Terme e delle Digos di Catanzaro, Catania ed Enna.

I nomi.  Questi i nomi delle persone indagate nell’operazione a cui gli inquirenti hanno dato il nome “Tifo selvaggio”: Luca Razza; Vincenzo Lombardo; Giovanni Antonio D’Agosta; Matteo D’Agosta; Davide Tommaso Viscuso; Simone Scarcella; Daniele D’Arrigo; Orazio Motta; Angelo Condorelli; Gianluca La Farina; Angelo Orazio Tabuso; Benito Pasturi; Giovanni Manganaro; Damiano Nicolosi; Mirko Gallo; Rosario Calarco; Luca Spampinato; Carmelo Giuseppe Murabito; Marco Salvatore Balistreri.

https://youtu.be/TxQrYeHPBr4