#COSENZA 2016 | L'esame di Stato di Occhiuto senza giacca e cravatta (FOTO-VIDEO)
Il sindaco uscente, con un outfit casalingo, ha lanciato ufficialmente la sua candidatura. In prima fila i big che lo sostengono. A fine convention c'è stata anche l'invasione di campo
di ALESSIA PRINCIPE
Occhiuto lancia la sua campagna elettorale in outfit da inaugurazione della Fiera di san Giuseppe: senza giacca e cravatta, alla Nino D'Angelo, per mostrare subito che Cosenza è casa sua e se vuole al Citrigno ci entra anche in ciabatte, vestaglia e pop corn. Tutto pieno stasera al cinema nel centro di Cosenza, ormai location prediletta per i lanci (si dice, scaramanticamente, che chi vi fa il pienone vince le elezioni), «e neanche un pullman da San Giovanni in Fiore», ha malignato qualcuno tra i denti con un «capisciammè», in compenso non mancava quasi nessuno dei pierre della città che da soli potrebbero riempire altre quindici liste, for lady compresi.
Lo zoccolo duro delle public relation bruzie e della movida notturna era tutto schierato, e senza bicchiere in mano si faceva fatica a riconoscerli, per sentire e, soprattutto, mostrare il proprio endorsement sotto l'egida dell'hastag #iostoconmario. Abbracciato, prima del debutto, dalla stampa libera di sfogare il colpo rimasto in canna nel Presta-Del Debbio show, Occhiuto ha risposto alle domande sotto l'occhio attento del fratello Roberto, il suo consigliere di fiducia «ma solo per questioni politiche» ha specificato Mario, ché per altri tipi di problemi c'è sempre il compagno Branko. La candidatura dell’ex sindaco, che tutti continuano ad apostrofare come sindaco - così come tutti perseverano nel chiamare piazza Bilotti piazza Fera, hai voglia di super progetti foto-bionici – è stato l’esame di Stato da vecchio ordinamento: Occhiuto ha presentato il programma su tutte le materie: urbanistica, rassegna stampa, calcio e spettacolo.
Gli applausi, però, sono scattati in due occasioni in particolare: quando s’è parlato del Cosenza calcio e quando Occhiuto ha detto che quella di Catanzaro non si può chiamare metropolitana, senza commentare oltre (sul punto Wanda Ferro, in prima fila, s’è fatta anche una risatina nervosa, abbassando subito gli occhi sul telefonino consapevole di essere come una dell’Espanyol nella curva del Barcellona).
Nella tribuna d’onore spiccavano a gambe incrociate: Eva Catizone, Fausto Orsomarso e Jole Santelli in giallo evidenziatore. Ma la carovana occhiutesca era ben assemblata tra ex assessori, ex consiglieri, promoter, pubblicitari, un regista e appassionati della causa sparpagliati per il cinema come lo zucchero sul Bauli, e dopo due ore di convention, squagliati come caramello. Sul finire, quando anche i boccoli della portavoce di Occhiuto, Iole Perito, iniziavano a soffrire del caldo appiccicoso dei troppi fiati in sala, la lista Hettaruzzu Hebdo ha fatto invasione di campo con in testa l’altro candidato in corsa, “Guru” Iaconianni. La squadra ha strappato un selfie a Occhiuto chiedendo un’ambasciata nella sua sede. Richieste minime: wifi, punto luce e abbonamento Netflix. E, condicio sine qua non, assolutamente niente lavori in sede, nemmeno una trapanata per appendere un quadro, almeno fino a fine campagna.
guarda la videointervista a Hettaruzzo Hebdo
https://youtu.be/H_nJAppfbGk
guarda la fotogallery
