Zungri, si scaglia contro i carabinieri: arrestato e scarcerato Pietro Accorinti
Il 55enne Pietro Accorinti da i "numeri" contro i militari dell'Arma nel corso di un posto di blocco. Dopo la convalida del fermo disposto l'obbligo di firma
Viene notato transitare in auto all'altezza della frazione Mandaradoni di Briatico, viene poi fermato a circa un chilometro dal bivio per San Giovanni di Zambrone, ma una volta sottoposto ad un normale controllo, va in escandescenza contro i carabinieri. Protagonista Pietro Accorinti, 55 anni, di Zungri, ben noto alle forze dell'ordine. Viaggiava con il figlio e nel portabagli dell'auto trasportava alcuni ovini, ma al controllo da parte dei militari dell'Arma, Pietro Accorinti è andato su tutte le furie tirando addosso ad un carabiniere il portafoglio e minacciandolo poi di morte. "Vi devo ammazzare e mi devo fare l'ergastolo, mi devo togliere sto sfizio prima che muoio. Ti ammazzo, ammazzo anche la tua famiglia, ammazzo tua madre, se avevo un fucile dietro ti sparavo un colpo in testa, vengo fino a casa vostra". Queste alcune delle "gentili" frasi rivolte da Pietro Accorinti ai due carabinieri che l'avevano fermato. Non contento, Pietro Accorinti avrebbe poi scaraventato gli animali che aveva in macchina dall'altro lato della strada, messo le mani intorno al collo ad un carabiniere, si sarebbe sdraiato per terra fingendo di stare male, procurava una contusione ad altro militare dell'Arma e cercava poi di scappare a piedi. Bloccato, portato in caserma e posto ai domiciliari, il giudice Giovanna Taricco ha confermato l'arresto per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e, su conforme parere del pm Barbara Buonanno, ha disposto per Pietro Accorinti (difeso dall'avvocato Francesco Sabatino) l'obbligo di firma per due volte la settimana.

Pietro Accorinti era stato arrestato il 28 settembre scorso con l'accusa di furto all'Enel per 40 mila euro. Già condannato con sentenza definitiva per narcotraffico internazionale nell'ambito dell'operazione "Decollo", Pietro Accorinti - già sorvegliato speciale - è stato arrestato diverse volte. Nel maggio dello scorso anno, ancora per minacce contro i carabinieri, quindi per guida senza patente e violazione del regime della sorveglianza speciale. Pietro Accorinti è fratello di Giuseppe Accorinti, il presunto boss di Zungri che si è visto annullare dalla Cassazione una condanna a 21 anni per narcotraffico di cocaina con trasferimento degli atti alla Procura di Roma per competenza territoriale. Il processo nel Tribunale della capitale è ancora in corso. (g.b.)
