Tentato omicidio nel Vibonese: condannati padre e figlio (NOMI)
La vittima venne affiancata mentre si trovava alla guida della propria auto

Otto anni di reclusione ciascuno per Giuseppe Castagna, 67 anni, e per il figlio Michele, 45 anni, ritenuti responsabili del tentato omicidio di Carmelo Castagna, 56 anni. È la sentenza pronunciata dal giudice Tiziana Macrì al termine del processo che ha fatto piena luce sull’agguato armato avvenuto il 22 aprile 2024 in località Castagneto di Rombiolo, maturato sullo sfondo di vecchi rancori familiari.
Secondo la ricostruzione accolta dal tribunale e sostenuta in aula dal pm Maria Barnabei, la vittima venne affiancata mentre si trovava alla guida della propria auto. Michele Castagna avrebbe manovrato il veicolo per consentire al padre di fare fuoco con una pistola semiautomatica calibro 22, esplodendo diversi colpi che raggiunsero Carmelo Castagna al volto, alle braccia e al costato. Nonostante la gravità delle ferite, l’uomo riuscì a sopravvivere fingendosi morto, inducendo così gli aggressori ad allontanarsi convinti di aver portato a termine l’azione.
Con la condanna alla reclusione, il giudice ha disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale per l’intera durata della pena. La quantificazione degli otto anni tiene conto della riduzione prevista dal rito abbreviato. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.
L’indagine che portò all’arresto di padre e figlio era stata coordinata dal procuratore Camillo Falvo, la cui impostazione accusatoria sulla particolare gravità del gesto, ritenuto frutto di futili motivi, è stata confermata in sede di giudizio.
