“Intorno alle 22 dalle finestre abbiamo visto apparire i lampeggianti dei Carabinieri, poi all’improvviso urla strazianti, disperate, interminabili. Erano i parenti che avevano saputo dell’uccisione della coppia. Grida che ci hanno spezzato il cuore, da far venire la pelle d’oca”. Questo il tragico racconto di una delle vicine di casa dei due giovani albanesi uccisi.

Due corpi trafitti da colpi di coltello in angoli diversi della casa. La scena che si sono trovati davanti i Carabinieri, allertati da una figlia della donna, quando sono entrati nell’appartamento di una villetta bifamiliare di via Leopardi, a Spinea, è stata raccapricciante. Le vittime sono una coppia albanese: la donna, 37 anni, e il compagno di 24. Ad ucciderli l’ex marito della donna, 40 anni, di cui in mattinata è stato trovato il cadavere in un capannone dell’azienda per la quale da tempo lavorava. Il suo corpo, impiccato, è stato scoperto dagli investigatori, che da ore erano sulle sue tracce.

Non si esclude che il movente sia l’incapacità di accettare la nuova relazione della coniuge. Nel frattempo, la Scientifica ha setacciato la villetta dove si è consumata la tragedia, alla ricerca di indizi utili per delineare i contorni di una vicenda ancora tutta da chiarire. I militari dell’Arma hanno esteso le verifiche anche in un paio di abitazioni vicine è probabile, infatti, che le vittime abbiano cercato di trovare riparo presso i vicini prima di essere assassinate. Sul posto gli investigatori, come riporta Il Fatto Quotidiano, avrebbero trovato anche un’arma da fuoco e un coltello.