Rinascita, Gratteri denuncia: "Perito del Tribunale al bar con un detenuto"
Dal perito seduto al tavolino del bar con un imputato, tra l'altro agli arresti domiciliari, al mancato rispetto degli impegni presi con il Tribunale. Passando da chi ripete di non avere abbastanza tempo per trascrivere le intercettazioni ma poi non solo accetta altri incarichi ma, oltretutto, lo fa dagli avvocati degli imputati. Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, al termine dell’udienza di oggi del maxi processo Rinascita Scott, ha denunciato una serie di “anomalie” del collegio di periti che si occupa della trascrizione delle intercettazioni che devono essere depositate nel procedimento giudiziario contro la ‘ndrangheta vibonese. Si tratta di uno degli elementi di prova principali, insieme alle deposizioni di decine di pentiti, a disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia.
Un elenco lungo quasi 700 pagine.
Prima di elencare le “anomalie” in questione, però, Gratteri ha precisato che “devo fare un velocissimo excursus storico”. Partendo dalla data del 14 settembre, quando “abbiamo depositato un primo elenco di 535 pagine di richieste di trascrizione di intercettazioni e un secondo elenco di 83 pagine con i progressivi del processo Imponimento”. Il 20 novembre successivo, poi, il gup Claudio Paris ha dato l’incarico a 3 periti: “In quella data - evidenzia Gratteri - mi sono permesso di dire che non sarebbero bastati i periti. Non sono stato ascoltato. Lo dicevo perchè un’intercettazione ambientale di un’ora ci si mette un giorno a trascriverla”. Il 3 dicembre 2020, inoltre, è stato depositato un terzo elenco di 55 pagine. Un totale, quindi, di circa 700 pagine con solo l'elenco delle intercettazioni da trascrivere.
La proroga (rifiutata) di 24 mesi.
“L’8 gennaio - continua il procuratore di Catanzaro - riceviamo una pec in cui il collegio peritale chiedeva una proroga di 24 mesi. Il gup ha rifiutato la proroga ma ha ampliato il collegio, stabilendo la nomina di 38 assistenti”. Si arriva quindi al 23 febbraio 2021, giorno in cui “abbiamo prodotto un elenco riepilogativo delle trascrizioni secondo un ordine prioritario”. In quello stesso giorno, inoltre, “l’incarico è stato esteso da 3 a 5 periti”.
Il perito seduto al bar con un detenuto.
La sorpresa, e le prime "anomalie", arrivano però a giugno. “L’1 giugno 2021 - evidenzia Gratteri in aula - ci rendiamo conto che il collegio peritale non stava seguendo l’ordine che il Tribunale aveva stabilito. Il presidente del collegio, inoltre, aveva constatato che alcuni periti non avevano effettuato ancora alcun deposito parziale, al contrario di quanto stabilito”. Ma ciò che sembra far arrabbiare maggiormente Nicola Gratteri è un fatto ben preciso: “Sempre il primo giugno il pm ha notato che il perito Nardone era seduto al tavolino del bar con il detenuto agli arresti domiciliari Mario Artusa (nei pressi dell'aula bunker dove si trovava per l'udienza, ndr). All’arrivo della dottoressa Frustaci (pm della Dda di Catanzaro, ndr) il perito si è sollevato di scatto ed è scappato, si è allontanato velocemente, mentre l’Artusa si è diretto verso il bar. Il perito, fermato dal pm, non ha fornito alcuna giustificazione per questa conversazione con il detenuto”. “Il perito del tribunale - aggiunge a questo punto Gratteri per sottolineare l’assurdità della situazione - era seduto al bar che conversava con il detenuto, cioè con quello a cui doveva fare la trascrizione".
"Hanno assunto altri incarichi dagli avvocati di Rinascita".
Da altri accertamenti, continua ancora il magistrato, è emerso che “dopo aver chiesto ben 24 mesi di proroga hanno assunto altri incarichi, in altri procedimenti, dai difensori degli stessi imputati cautelati in Rinascita. Quindi sono venuti qui a dire che hanno bisogno di 24 mesi perché erano troppi, però poi assumono incarichi da avvocati di questo processo”. A tradire i soggetti in questione sono stati, incredibilmente, una serie di post su Facebook
Le richieste di Gratteri.
“Alla luce di tutto questo - conclude Gratteri - chiediamo: un’integrazione del collegio peritale, nominando 15-20 periti; di fissare un termine finale per l’esecuzione dell’incarico e al contempo di istituire un termine mensile per i depositi parziali delle trascrizioni; di convocare il collegio peritale per chiedere una serie di chiarimenti”. Tra questi il perchè non venga rispettato l’ordine di priorità, le ragioni del colloquio “con il detenuto Mario Artusa agli arresti domiciliari in violazione delle prescrizioni”, e se gli incarichi che hanno assunto siano “in procedimenti connessi o collegati” con Rinascita. Oltre a verificare “perché abbiano accettato altri incarichi e se siano in grado di ottemperare al mandato ricevuto”.
Le decisioni del Tribunale.
A queste richieste ha risposto il presidente del collegio giudicante Brigida Cavasino: “Per quanto riguarda la nomina di ulteriori pentiti - ha sottolineato - ci avevamo già pensato e la cancelleria si è già attivata. Molti hanno comunicato di non essere disponibili per ragioni varie, ma è una ricerca che sta andando avanti”. I periti Vercillo, Scullari e Nardone sono inoltre stati convocati per l’udienza del 5 luglio. Mentre gli altri due periti, Morabito e Puccio, “in realtà il Tribunale aveva già dato comunicazione di rinuncia all’incarico e quindi non sono più periti di questo procedimento”.
