Film Commission, i registi calabresi si mettono in rete e presentano un "manifesto"
Cinque le proposte presentate alla Regione e messe nero su bianco in un documento, sottoscritto da 25 professionisti del settore, ideatori della Rete Cinema Calabria
In vista del rinnovo dei vertici della Calabria Film Commission, un nutrito gruppo di registi calabresi e professionisti del settore cinematografico regionale ha deciso di stilare e sottoscrivere un “manifesto” da sottoporre ai nuovi vertici dell’ente regionale che dovrà occuparsi dello sviluppo della Settima arte sul territorio. Dopo lunghi e costruttivi confronti sono stati messi nero su bianco i punti salienti del programma che vede uniti, per la prima volta, i professionisti del settore che da anni svolgono questo lavoro con enormi sacrifici. «La Calabria non può permettersi di sciupare un’altra occasione – è stato detto in una delle partecipate riunioni che si sono svolte nel mese scorso - la Film Commission rappresenta oggi un’opportunità soprattutto per chi svolge questo lavoro sul territorio guadagnandosi, spesso, la ribalta nazionale, raccogliendo altrove premi e soddisfazioni ma non qui».
I punti salienti. Trasparenza nell’affidamento dei fondi, bandi accessibili a tutti, un occhio alle ricadute sul territorio, e un altro ai modelli virtuosi delle vicine Film Commission di Puglia e Basilicata - che hanno costruito modelli di business sulla Settima arte che le hanno rese competitive a livello internazionale - sono le basi del “manifesto” della Rete Cinema Calabria.
La rete. Si tratta di un collettivo di registi calabresi e di professionisti della produzione cinematografica e audiovisiva in Calabria che si pone l'obiettivo di dare voce ad uno scambio di opinioni, esperienze e riflessioni sulla tematica: “La produzione video in Calabria alla luce della nuova Film Commission”. Un gruppo in crescita, che vuole – nel tempo – riuscire ad accogliere e rappresentare sempre più operatori calabresi del settore. Il gruppo ha stilato una lista di proposte da portare all’attenzione delle istituzioni regionali e dell’opinione pubblica tutta, al fine di portare il proprio contributo nell’opera di rilancio della produzione cinematografica e audiovisiva in Calabria. I sottoscrittori sono: Andrea Belcastro, Pasquale Calderaro, Marco Caputo, Antonio Casella, Maria Furfaro, Alessio Gioia, Davide Imbrogno, Francesco Lodari, Francesca Manna, Isabella Mari, Gabriele Morabito, Fabio Nigro, Mauro Nigro, Alessandro Nucci, Fabrizio Nucci, William Onorato, Fabio Rao, Nicola Rovito, Ivana Russo, Gianluca Salerno, Gianluca Sia, Santo Spadafora, Giuseppe Torcasio, Luigi Simone Veneziano, Mario Vitale.
Le proposte. Cinque i punti chiave messi nero su bianco nel documento sottoscritto da 25 professionisti del settore artistico: "Rispetto alla dotazione finanziaria annuale della Fondazione Calabria Film Commission, almeno il 40% del fondo dovrebbe essere concesso tramite bando pubblico; Rispetto ai contributi erogati tramite concessioni ad hoc e bandistica, il 100% degli stessi dovrebbe essere liquidato dai beneficiari ad operatori economici calabresi; Nella scelta dei progetti da finanziare e girare in Calabria, la Fondazione Calabria Film Commission dovrebbe ispirarsi alla massima diversificazione delle opere, ad esempio mediante predisposizione di bandi pubblici “multigenere” (lungometraggi, cortometraggi, documentari, web-series, etc…); Quando ospite in festival di categoria, la Fondazione Calabria Film Commission dovrebbe spendersi per portare visibilità alle produzioni e professionalità del territorio calabrese; nei festival di cinema dove la Fondazione è coinvolta quale organizzatrice o sponsor, questa dovrebbe riservare una sezione dedicata alle sole opere di autori calabresi; I bilanci della Fondazione Calabria Film Commission, con il dettaglio di tutti i contributi concessi a qualsiasi titolo, dovrebbero essere sempre disponibili online per garantire la massima trasparenza della gestione". Proposte che si vorrebbe condividere, in vista di una futura collaborazione, con vertici e dirigenti.
