Ci sarebbe una sorta di "patto" tra esponenti di Cosa Nostra del ragusano e dei clan di 'ndrangheta pianigiani dietro il traffico di stupefacenti e furto di animali

La droga dalla Calabria alla Sicilia e greggi di pecore dalla Sicilia alla Calabria. C'è il traffico di sostanze stupefacenti e l'abigeato al centro dell'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale di Catania e condotta dai carabinieri di Ragusa che hanno eseguito 19 misure cautelari (11 ragusani, 5 agrigentini e 3 reggini) in carcere e oltre 30 decreti di perquisizioni. Gli investigatori avrebbero accertato i legami d'affare tra i clan di Cosa Nostra di Vittoria e Comiso e le cosche della 'ndrangheta della piana di Gioia Tauro.

Il "patto". Ci sarebbe una sorta di "patto" tra esponenti di Cosa Nostra del ragusano e dei clan di 'ndrangheta pianigiani dietro il traffico di stupefacenti e furto di animali gestito dalla presunta organizzazione sgominata.


I calabresi coinvolti. I tre reggini sono stati arrestati con la collaborazione dei militari delle Compagnie di Gioia Tauro e Taurianova. Si tratta di Vincenzo Politanò, classe '51, Giuseppe Piccolo, classe '80 e Saverio Napoli, classe '85 il cui provvedimento è stato notificato nel carcere di Reggio, dove si trovava già recluso per altri motivi.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti i siciliani andavano a prendere la cocaina in auto a Gioia Tauro per poi spacciarla tra Ragusa e Agrigento. Il furto di animali e il traffico di centinaia di capi di bestiame avvenivano, invece, in Sicilia. Secondo gli inquirenti basisti siciliani avrebbero indicato ai calabresi dove poter rubare. Il maggior numero di furti si sarebbe consumato tra Siracusa, Catania e Caltanissetta. Una volta rubati, gli animali sarebbero stati poi portati in Calabria per essere qui rivenduti.

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