La Sesta Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione ha discusso in udienza un complesso fascicolo processuale che coinvolge 66 imputati, quasi tutti originari o residenti nel territorio di Vibo Valentia e delle province limitrofe, condannati o assolti in vari gradi nell’ambito del processo "Rinascita".
La seduta ha rappresentato l’atto finale del giudizio di legittimità sui ricorsi presentati contro la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro del 30 ottobre 2023. Insomma, è stata emanata la sentenza.

A rappresentare la pubblica accusa, il Sostituto Procuratore Generale Vincenzo Senatore, che ha formulato richieste articolate, chiedendo per alcune posizioni la declaratoria di inammissibilità, per altre il rigetto dei ricorsi e, in diversi casi, l’annullamento con o senza rinvio dei verdetti impugnati.
Un quadro complesso, che fotografa la molteplicità delle vicende confluite in un’unica udienza, con posizioni individuali e capi d’imputazione eterogenei.

Richieste del Procuratore Generale
Tra le istanze formulate dal Procuratore Gererale figurano richieste di assoluzione “per non aver commesso il fatto” o “perché il fatto non sussiste” nei confronti di: Nicolino Pantaleone Mazzeo, Salvatore Tulosai , Giuseppe Antonio Salamò.

Per altri imputati, invece, è stato chiesto l’annullamento con rinvio a nuova sezione di Corte d’Appello per la celebrazione di un nuovo giudizio: Baldo Manuele Michele, Carchedi Paolo, Patania Antonio, Rizzo Giovanni, Sacchinelli Saverio e Scriva Giuseppe.
Per Gallone Pasquale e Gallone Cristiano il PG ha richiesto l’improcedibilità dell’azione penale relativamente al delitto di cui al capo L1) per difetto di querela.

I ricorsi difensivi e le eccezioni
Le difese hanno presentato ricorsi di vario contenuto, sollevando questioni di diritto e di merito.

Il ricorso di Raffaele Antonio Giuseppe Barba ha invocato l’applicazione del principio del ne bis in idem, sostenendo che la condanna d’appello fosse fondata su dichiarazioni di collaboratori di giustizia – tra cui Mantella, Arena, Camillò e Cannatà – relative a fatti già coperti da precedente giudicato assolutorio.

Nel ricorso di Gianluigi Cavallaro, la difesa ha contestato la credibilità della persona offesa e la prova del nesso causale nel delitto di lesioni aggravate, lamentando anche carenza di motivazione sul diniego delle attenuanti generiche.

Infine, il ricorso di Carmelo Chiarella ha posto in discussione la sovrapponibilità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, ritenendo che le diverse ricostruzioni si riferissero a realtà associative “antologicamente distinte”, denominate “Corpo rivale” e “Gruppo Mantella”, e dunque non pienamente convergenti.

Il ruolo della Cassazione

La Suprema Corte, presieduta dal dottor Pierluigi Di Stefano, con la partecipazione dei relatori Angelo Costanzo, Angelo Capezzi, Mariella Ianniciello e Fabrizio D’Arcangelo, dovrà ora pronunciarsi sulle sorti dei numerosi ricorsi, stabilendo – in alcuni casi – l’irrevocabilità delle condanne già pronunciate, e disponendo in altri la rinnovazione del giudizio d’appello per la rideterminazione delle pene o la rivalutazione di specifici capi d’accusa.

Il procedimento, per numero di ricorrenti e complessità delle posizioni, si colloca tra i più articolati mai giunti al vaglio della Sesta Sezione Penale negli ultimi anni.

Ricorrenti/Imputati 

Alessandria Serafino, Arena Bartolomeo, Baldo Manuele Michele, Barba Raffaele Antonio Giuseppe, Belsito Luca, Belvedere Lucio, Camillò Domenico, Cannatà Gaetano Antonio, Carchedi Paolo, Cavallaro Gianluigi, Chiarella Carmelo, Cracolici Domenico, D'Andrea Carmelo Salvatore, D'Andrea Giovanni Claudio, D'Andrea Pasquale Antonio, De Certo Giuseppe, De Gaetano Fabio, De Gaetano Nicola, De Stefano Orazio Maria Carmelo, Di Miceli Filippo, Dominello Michele, Franzè Nazzareno, Galati Michele, Gallone Cristiano, Gallone Francesco, Gallone Pasquale, Gasparro Gregorio, Gentile Sergio, Giofrè Gregorio, Iannello Francesco, Lo Bianco Leoluca, Lo Bianco Maria Carmelina, Lo Bianco Nicola, Lo Bianco Salvatore, Lopreiato Giuseppe, Macrì Domenico, Macrì Luciano, Manco Michele, Mancuso Emanuele, Mantella Vincenzo, Mazzeo Nicolino Pantaleone, Mazzetta Francesca, Mazzetta Mariangela, Morgese Rossana, Morgese Salvatore, Niglia Gregorio, Orecchio Filippo, Palamara Emiliano, Panetta Costantino Emanuele, Pardea Domenico, Pardea Francesco Antonio, Patania Antonio, Polimeno Lorenzo, Prestanicola Andrea, Prestia Domenico, Pugliese Carchedi Michele, Rizzo Giovanni, Sacchinelli Saverio, Salamò Giuseppe Antonio, Scriva Giuseppe, Shkurtaj Lulezim (anche Skurtaj Lulezim), Tulosai Salvatore, Vitrò Luigi Leonardo, Impellizzeri Antonietta (terza interessata), Prestia Andrea Maria (terza interessata), Prestia Carmelo (terzo interessato), Vardè Francesco (menzionato nelle conclusioni del PG).

Parti civili (enti e persona fisica)

Associazione Antiracket e Antiusura di Vibo Valentia, Comune di Sant'Onofrio, Comune di Vibo Valentia, Comune di Nicotera, Comune di Limbadi, Comune di Pizzo, Comune di San Gregorio d'Ippona, Comune di Filogaso, Comune di Ionadi, Comune di Maierato, Comune di Mileto, Comune di Ricadi, Comune di San Costantino, Comune di Tropea, Provincia di Vibo Valentia, Comune di Stefanaconi, Comune di Zungri, Vanya Lekova Danova.