Venti di bora sul Comune di Vibo Valentia. La situazione rimane decisamente critica, soprattutto se si pensa che nell'inchiesta “Rinascita” condotta dai carabinieri su input della Dda di Catanzaro, sono rimasti coinvolti un consigliere comunale poi sospeso del Pd, Alfredo Lo Bianco, il comandante dei vigili Urbani, entrambi ai domiciliari, e nel complesso quattro dipendenti di palazzo “Luigi Razza”.
Ebbene, a chi “continua a gettare ombre sinistra”, ai “leoni da tastera” ieri il sindaco si è rivolto in Consiglio comunale. Un'Aula nella quale l'unico tema all'ordine del giorno sembra essere divenuto quello giudiziario, in barba a tanti ordini del giorno sistematicamente rinviati.

Non mi dimetto – ha tuonato Maria Limardo – e non si dimetteranno i consiglieri di maggioranza”, a differenza di quanto ha ritenuto di fare il presidente del Consiglio Giuseppe Muratore che ha gettato la spugna sostenendo che “il Comune è infiltrato”. Al contrario, il sindaco è pronto a portare avanti questo mandato e a riproporsi: “Non basteranno cinque anni per completare l'opera, di conseguenza mi riproporrò per un secondo mandato”.

Immediata la replica del capogruppo del Pd Stefano Luciano: “A chiederle le dimissioni non siamo stati noi, ma un componente della commissione antimafia come l'onorevole Wanda Ferro, salvo poi mettere una pezza”. Quanto alle infiltrazioni nell'Ente, “il presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Muratore ha fatto pubblicamente tali affermazioni. Se lei ritiene che abbia gettato ombre sull'immagine della città lo quereli pure”.