Blitz dei carabinieri del Nas di Firenze contro il commercio illecito di sostanze ad azione dopante, con 38 indagati complessivi, perquisizioni e sequestri.

Operazione "Mito". L'indagine è partita circa un anno fa dal sequestro di un plico proveniente dalla Polonia in un ufficio postale di Figline Valdarno: conteneva sostanze vietate per doping, anche ad azione stupefacente. Si è estesa alla Toscana e poi, in questi giorni, a tutta Italia, col coinvolgimento di 150 militari in Toscana, Emilia, Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Lazio, Calabria, Sicilia, portando, alla fine, a indagare 38 persone, 36 denunciate per ricettazione di sostanze dopanti provenienti da India e Polonia e destinate a palestre e bodybuliders amatoriali per aumentare in maniera sconsiderata la propria massa muscolare e le proprie prestazioni atletiche. Sequestrate 3.719 compresse e 604 fiale di farmaci o sostanze anabolizzanti per un valore di 35.000 euro, che si aggiungono alle quasi 500 unità già sequestrate nel corso delle indagini.

Perquisizioni anche in Calabria. In tutta Italia sono stati impiegati 150 militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e dell'Arma territoriale. Coinvolte anche alcune palestre delle province di Catanzaro e di Vibo Valentia. Complessivamente sono stati eseguiti 36 decreti di perquisizione in tutta Italia.

Ordinazioni su Telegram. Il traffico, che utilizzava ordinazioni in chat tipo Telegram è stato stroncato dai carabinieri. Dopo il sequestro nell'ufficio postale di Figline, la perquisizione nell'abitazione del destinatario, un personal trainer che esercitava in alcune palestre della provincia di Firenze, ha consentito il sequestro di numerose altre compresse e fiale di sostanze analoghe, fra cui 15 fiale a base di nandrolone, sostanza stupefacente proveniente dall'India e priva di autorizzazione per l’immissione in commercio nel territorio italiano. Si è così risaliti alla cabina di regia dello smistamento, un giovane 27enne che dalla provincia di Torino, utilizzando un mittente fittizio, faceva recapitare i prodotti ai clienti, contattati in chat in varie regioni italiane: una rete fissa di 36 persone, tutte denunciate per aver acquistato sostanze ad azione dopante di provenienza illecita. In tutto sono state tracciate un centinaio di spedizioni di plichi, con versamento di denaro su carte Postepay, per una somma complessiva di 50mila euro.