Aveva dischiarato guerra alla maladepurazione in vista della stagione estiva 2025, annunciando un piano d’interventi articolato e attraverso l'ausilio di tecnologia innovativa. La Regione Calabria, dunque, aveva messo al centro delle operazioni la sonda SAR, tecnologia radar montata su droni, che nel giro di pochi mesi ha consentito e consente di monitorare il territorio costiero calabrese, mappare condotte sotterranee, individuare eventuali scarichi irregolari e segnalare situazioni critiche in tempi rapidi e con grande precisione. Il risultato? Individuate le prime anomali nella zona tra Vibo Valentia, Pizzo Calabro e Lamezia Terme.

A rivelarlo è stato il presidente della Regione Roberto Occhiuto, attraverso un breve video pubblicato sui canali social.

"Oggi sono arrabbiato, mi hanno portato i primi risultati del monitoraggio effettuato con la sonda Sar - ha detto il governatore .. Abbiamo riscontrato sette potenziali anomalie tra Vibo, Pizzo e Lamezia, condotte che scaricano in maniera illecita in mare. Chi inquina è un nemico della Calabria e chi lo fa attraverso condotte illecite è un criminale".

Unica in Europa per frequenza operativa e portabilità, la sonda Sar è stata impiegata lungo tutta la costa calabrese per rafforzare il presidio ambientale, individuare situazioni a rischio e garantire una sorveglianza efficace e moderna al servizio della collettività.

Di seguito il video: (10) Video | Facebook