Con il mondo del calcio fermo, si è fermata anche la Reggina. In questo momento di stasi il tecnico degli amaranto Mimmo Toscano ha parlato in video chat con il giornalista del Corriere dello Sport ed opinionista di Sportitalia, Alfredo Pedullà.

Difficile parlare di calcio. "Parlare di calcio è difficile. Con i ragazzi – ha detto Toscano –  quando facciamo le nostre videoconferenze preferiamo farci due risate e coltivare quanto di bello abbiamo creato da quando siamo partiti. A me interessa questo, più della forma fisica e dall’alimentazione. Li esorto a vedersi e a sentirsi spesso.  Non ho mai messo in discussione la professionalità di questa squadra”.

La Reggina era il mio sogno. "Arrivare – ha sottolineato il tecnico di Cardeto  – sulla panchina della Reggina era il mio sogno. Ho capito che questo era il momento giusto.  Prima di accettare ho passato notti insonni, sapendo cosa mi aspettava. Il lavoro più duro è stato scindere l’essere reggino e l’essere allenatore della squadra.  Rischi di ragionare da tifoso, diventi possessivo. Non riesci ad essere lucido nelle valutazioni. Sapevo che mi giocavo questa chance come se fosse l’ultima".

Il rapporto con lo staff.  "Michele Napoli (il vice allenatore) l’ho conosciuto a Rende.  Lui stava iniziando a voler fare questo ruolo. Mirabelli mi disse che lo aveva scelto. Aveva ragione. Si è dimostrato la persona giusta nel mio percorso. E’ ancora con me, la vediamo spesso allo stesso modo.  Lo staff è una squadra nella squadra.  Quest’anno mi sono ritrovato solo con Michele perché il preparatore atletico aveva scelto di restare a Salò, così come il preparatore dei portieri.  Massimo Taibi mi ha consigliato Andrea Nocera, preparatore atletico di Massimo Drago (di cui seguivo gli allenamenti) e gli ho chiesto se voleva tuffarsi in questa settimana. Stefano Pergolizzi, preparatore dei portieri, è un ragazzo che già conoscevo.  Carmine D’Alessandria è il match analyst è un ragazzo che voleva iniziare con il nostro staff e ci sta dando grande supporto".

Riprendere il campionato?. "Mi auguro si possa riprendere, perché vorrà che dire che abbiamo vinto la partita più importante.  I verdetti devono essere emessi, anche una ripresa a giugno la vedo difficile. Se – ha concluso - ci consegnassero il campionato dopo 30 partite invece che dopo 38 avrebbe lo stesso sapore".