Micò e Meduri condannati per associazione mafiosa ed estorsione. Il processo sul fallimento dell'esercizio commerciale di Gioia Tauro risale a metà 2003

di FRANCESCO ALTOMONTE

Si chiude con due condanne e 14 assoluzioni, dopo 14 anni, il processo denominato "Casa del ricambio". Il collegio del Tribunale di Palmi ha letto il dispositivo di sentenza all'ora di pranzo, condannando Carlo Micò a 12 anni di reclusione e Carlo Meduti a 4 anni. Entrambi, accusati di associazione mafiosa e estorsione, sono stati inoltre condannati a un risarcimento alla Regione Calabria, costituitasi parte civili nel procedimento, di 100mila euro. Assolti invece da tutte le accuse gli altri 14 imputati, vale a dire Massimo Micò, Pietro Bellocco, Francesco Di Giacco, Rocco Messina, Ferdinando D'Agostino, Domenico La Torre, Ferdinando Madafferi, Vincenzo Zagari, Rocco Delfino, Agostino Cosoleto, Carmelo Stanganelli e Carmelo Laurendi. La procura di Palmi al termine della requisitoria aveva invocato la condanna di tutti gli imputati a pene che andavano dai 18 anni fino a 9 anni e mezzo.

Processo da guinness Si chiude così il primo grado di un processo da guinness dei primati: 14 anni per riuscire a terminare il dibattimento. Un procedimento, quello sulla "Casa del ricambio" caratterizzato da continui rinvii dovuti, soprattutto, ai cambi nella conformazione del collegio giudicante.

La doppia estorsione Secondo l’accusa, gli imputati Zagari, Mercuri, Delfino, Cosoleto, Messina, Stanganelli, Laurendi e Palaia Carmelo, uscito dal processo dopo l’abbreviato, avrebbero costretto Rocco Nostro, prima commercialista e poi socio della “Casa del ricambio”, a vendere le sue quote della società. Inoltre, Zagari, socio di Nostro, dopo il rilevamento della società da parte di altri proprietari, avrebbe preteso delle anticipazioni versate in favore della stessa società, per un valore non inferiore al miliardo di lire, per il prezzo di 2 miliardi, di cui soli 120 milioni, per la procura di Reggio Calabria, sarebbero di fatto state percepite da Nostro. Su questa estorsione se ne sarebbe creata un’altra sempre contro Nostro, ma praticata dai Micò. Una ricostruzione dei fatti accolta solo in piccola parte dal collegio giudicante. Entro 90 giorni i giudici di Palmi motiveranno la sentenza. In quei documenti il collegio spiegherà il perché della sua decisione.