Atteso da decenni, domani diventerà legge l’assegno unico (tale perché sostituirà tutte le detrazioni, i bonus e le integrazioni esistenti) e universale per i figli. Una misura che reca la firma originaria di Graziano Delrio e Stefano Lepri, del Pd, ma che via via ha trovato altri sponsor, come il Ministro di Italia Viva Elena Bonetti, fino allo stesso leader della Lega, Matteo Salvini, che, però, sottolinea come sia "necessario confermare la clausola proposta per garantire che nessuna famiglia riceva cifre inferiori rispetto a oggi".

Un rischio che potrebbe riguardare fino a un milione e 300 mila famiglie di lavoratori dipendenti, ma che gli stessi autori del provvedimento escludono: "La clausola di salvaguardia sarà prevista nei decreti attuativi - garantisce Lepri - Con altri 800 milioni nessuno ci perderà".

Nel pacchetto attuativo entrerà in gioco anche un paracadute per i casi nei quali l’assegno unico dovesse rivelarsi un boomerang rispetto alla situazione attuale delle detrazioni.

Per la stragrande maggioranza dei nuclei familiari l’intervento si tradurrà in un beneficio più o meno consistente. L’assegno scatterà per i figli dal settimo mese di gravidanza e sarà erogato fino a 21 anni di età (dal 18esimo anno direttamente al giovane, ma solo se studente o disoccupato). La misura partirà dal primo luglio e potrà oscillare da 50 a 250 euro mensili per ciascun figlio.

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