Omicidio Matina a Stefanaconi, niente sconti per i Patania: chiesti cinque ergastoli in Appello
Nessuno sconto in Appello per i Patania di Stefanaconi. Il sostituto procuratore generale ha infatti chiesto al termine della sue requisitoria nell'ambito del processo per l'omicidio di Giuseppe Matina, detto "Gringia" ben cinque ergastoli e una condanna a 20 anni di reclusione.
Le richieste di condanna. In particolare il pg ha invocato la conferma dell'ergastolo per i fratelli Giuseppe, Saverio e Salvatore Patania e venti anni di reclusione per il collaboratore di giustizia Nicola Figliuzzi. In pratica è stata chiesta la conferma delle condanne emesse in primo grado dal gip distrettuale l'11 settembre del 2017. Allo stesso tempo il sostituto procuratore generale ha chiesto di ribaltare la sentenza di primo grado nei confronti di Giuseppina Iacopetta, vedova del boss di Stefanaconi, Fortunato Patania, e per l'altro figlio Nazzareno Patania. Per entrambi la richiesta è quella del carcere a vita. L'udienza è stata rinviata al prossimo 21 febbraio per le arringhe difensive e la probabile sentenza.
La condanna a morte. Giuseppe Matina era sfuggito dapprima ad un agguato il 27 dicembre 2011 mentre si trovava a bordo della sua utilitaria lunga la strada provinciale che collega Stefanaconi ai centri dell’Alto Mesima. L’appuntamento con la morte per Matina era stato, tuttavia, solo rinviato. Il giovane fu ucciso due mesi più tardi, con cinque colpi di pistola, di cui quattro all’addome e al torace, uno al volto. Nel tardo pomeriggio del 20 febbraio 2012 venne finito nel giardino di casa, mentre era intento a concludere la sua giornata di lavoro nei terreni. Un’area isolata, nella zona rurale di Stefanaconi, non lontano dalla valle del Mesima. I killer colpirono senza pietà, incuranti della presenza di altre persone, tra cui moglie e prole della vittima. La sua disperata richiesta di perdono non servì a nulla.
