"La decisione di trasferire il Csm (centro di salute mentale) da Vibo Valentia a Mileto è l'ennesimo atto ai danni di cittadini fragili e vulnerabili, l'Asp di Vibo purtroppo, a volte, è conosciuta per una pessima erogazione di servizi, nonostante l'impegno e la professionalità di molti, tutto ciò avviene per mancanza d'organizzazione e strategie di confronto e di comunicazione". Così in una nota il consigliere comunale di Vibo Azzurra Arena, che continua: "Solo l'organizzazione e la pianificazione del lavoro permettono la crescita. Il servizio territoriale di salute mentale prima di essere trasferito, sarebbe stato necessario potenziarlo, con medici, psichiatri, assistenti sociali, educatori, infermieri e autisti per non sguarnire Vibo".

"Il Csm secondo la legge - evidenzia Arena - non è un semplice servizio ambulatoriale, è un presidio di prevenzione e cura della salute e benessere mentale, come tale opera in equipe sul territorio, per una azione non solo prettamente sanitaria, ma sociale e relazionale per tutto il tessuto sociale. L’unica certezza è che trasferendo la sede di Vibo Valentia viene meno l’offerta di prestazioni sanitarie del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC), non solo per la città stessa, ma anche per i cittadini dei paesi appartenenti alla zona nord della provincia (Filadelfia, Polia, Francavilla, Pizzo Calabro, Monterosso, Capistrano, Filogaso, Sant’Onofrio, San Costantino Calabro, San Gregorio D’Ippona, Stefanaconi ecc) che non avranno più i mezzi per poter raggiungere il centro. Ulteriore certezza è data dalla difficoltà anche per gli operatori, che dovendo far fronte ad interventi quali TSO oppure ASO (interventi che per natura vengono svolti in loco) di raggiungere le abitazioni dei cittadini interessati e quindi di svolgere adeguatamente il proprio lavoro, al servizio dei cittadini".

"Chi ha deciso di spostare la sede dal Poliambulatorio di Moderata Durant, decretandone nella sostanza l’inefficacia e la morte - continua il consigliere comunale - non ha considerato la particolarità e la fragilità degli utenti di tale servizio e della necessità di diminuire l’isolamento che troppo spesso avvolge la persona che soffre di disagio psichico, combattendo la stigmatizzazione, e favorendo tra l’altro la cooperazione tra specialisti operanti nei diversi ambiti della sanità. Non si comprendono le ragioni e la logica di tale decisione assunta senza neanche un confronto, interlocuzione preventiva con gli operatori e i soggetti interessati e chiamati in primo luogo ad operare sul territorio". "Soprattutto - conclude - non si intravedono benefici e preoccupa la mancanza di un progetto organico e strategico di risanamento per il funzionamento del sistema sanitario provinciale di Vibo Valentia. S'invita il Commissario Straordinario a rivedere la sua decisione".