I due, figli del defunto Pino Bonavita – ritenuto dagli investigatori al vertice della ‘ndrina di Briatico – erano stati tratti in arresto nel maggio 2023 su richiesta della Dda di Catanzaro con l’accusa di essere partecipi di un’associazione mafiosa nonché per svariati reati fine. In particolare, Giuseppe Armando Bonavita è posto al capo del relativo gruppo familiare, mentre la sorella Roberta viene ritenuta una collaboratrice del primo nella gestione degli affari dell’organizzazione. Il Tribunale del riesame, pur annullando la misura per alcune imputazioni specifiche, aveva confermato la ricostruzione investigativa.
Sia Bonavita Giuseppe Armando sia Roberta Bonavita erano stati tratti in arresto anche nell’operazione denominata “Imperium” condotta sempre dalla Dda di Catanzaro (successivamente confluita in “Maestrale-Carthago”) ma, in quel caso, accogliendo i motivi di riesame difensivi, il Tribunale del riesame aveva subito annullato l’ordinanza di custodia cautelare.
Entrambi i provvedimenti, tuttavia, sono stati annullati dalla Sesta Sezione della Cassazione che, nella giornata di ieri, ha accolto i ricorsi difensivi (avvocati Giovanni Vecchio e Bruno Vallelunga) presentati nell’interesse dei fratelli Bonavita, disponendo un nuovo giudizio da parte del Tribunale del riesame di Catanzaro. Per entrambi i fratelli Bonavita la Procura Antimafia di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio nell’operazione “Maestrale-Carthago”, per cui è prevista l’udienza preliminare per il prossimo 12 dicembre.
