Era dicembre dello scorso anno quando l'allora prefetto di Vibo Valentia, Roberta Lulli, inviò la commissione di accesso agli atti con il compito di indagare sull’attività amministrativa dell’Ente al fine di verificare possibili ingerenze, o rischi di ingerenze, della criminalità organizzata nell’attività amministrativa.

Ebbene, il Comune di Acquaro è stato sciolto a seguito dell'attività della commissione formata dal viceprefetto Roberto Mincucci, dal dirigente del Commissariato di Serra San Bruno Valerio Lapietra, e dal tenente Giuseppe Filannino del Comando provinciale della Guardia di Finanza.

L’amministrazione comunale di Acquaro era guidata dal sindaco Giuseppe Barilaro. Nelle ultime due consiliature il Comune è stato guidato dal medesimo primo cittadino.

Il consiglio dei ministri, su raccomandazione del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha deliberato lo "scioglimento del Consiglio comunale di Acquaro (Vibo Valentia)" in ragione delle "documentate interferenze provenienti dalla criminalità organizzata".

"Queste interferenze mettono a rischio l'autonomia e l'imparzialità dell'amministrazione locale e minacciano il corretto funzionamento dei servizi pubblici, con conseguenti gravi conseguenze per l'ordine e la sicurezza pubblica. Tale provvedimento è conforme all'articolo 143 del decreto legislativo del 18 agosto 2000, n. 267, ed implica la nomina di una commissione straordinaria che assumerà la gestione dell'amministrazione comunale per un periodo di diciotto mesi". Queste decisioni sono state ufficializzate nel comunicato conclusivo del Consiglio dei ministri.