Spaccio di droga nel Catanzarese, no alla custodia cautelare in carcere per quattro indagati
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha bocciato la richiesta della Procura distrettuale antimafia per le posizioni di quattro indagati nell'ambito dell'operazione denominata "Last Generation" scattata nel giugno scorso contro un presunto sodalizio dedito al traffico di sostanze stupefacenti nel basso Jonio catanzarese. La Dda di Catanzaro si era rivolta al Tdl per la parziale riforma dell'ordinanza cautelare emessa dal gip distrettuale nei riguardi di Francesco Galati, 42 anni, per il quale si chiedeva la custodia cautelare in carcere; Agazio Geracitano, 27 anni, circa l'aggravamento della misura cautelare (dai domiciliari al carcere) con la richiesta di riconoscimento dell'aggravante mafiosa; Vincenzo Aloi, 25 anni e Raffaele Campagna, di 29 anni, per i quali la Procura antimafia puntava al riconoscimento della misura cautelare in carcere. I giudici del Riesame hanno rigettato l'appello presentato dal pm antimafia per insussistenza della gravità indiziaria o per assenza di nuovi elementi in grado di cambiare il quadro cautelare. Accolte, quindi, le argomentazioni delle difese, rappresentate dagli avvocati Salvatore Staiano e Vincenzo Cicino.
Operazione “Last Generation”. L'inchiesta, scattata nel giugno scorso, ha sgominato una presunta organizzazione criminale dedita al narcotraffico e riconducibile alla cosca di ‘ndrangheta Gallace di Guardavalle. Il blitz, eseguito dai carabinieri e coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Nicola Gratteri, aveva portato all’arresto di 24 persone, in gran parte giovanissime, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti con le aggravanti del metodo mafioso, dell’uso di armi e dell’utilizzo di minorenni per l’attività di spaccio: il sodalizio – secondo gli investigatori - avrebbe gestito un imponente giro di droga che avrebbe dovuto coprire il “mercato” nel basso Jonio catanzarese, soprattutto nel periodo estivo, meta di molti turisti, e che tuttavia si estendeva anche in Lombardia e nelle Marche. (m.f.)
