Giornata della Memoria in ricordo delle vittime della Shoah in video-conferenza, anche per gli studenti del liceo classico M. Morelli e del liceo artistico D. Colao di Vibo Valentia. Due significative esperienze in video-conferenza quelle vissute dagli allievi nella mattinata del 27 gennaio, quella del prof. Gustavo Corni, docente di storia contemporanea all'università di Trieste e quella della rabbina Barbara Aiello, prima donna rabbina d'Italia.

I lavori, introdotti dal dirigente Raffaele Suppa che si è soffermato sul  valore dei diritti umani, tematica rispetto alla quale l'istituto ha sempre dimostrato particolare attenzione, sono stati coordinati dalla prof.ssa Anna Melecrinis che ha ricordato il valore della storia, una disciplina ormai poco considerata dagli studenti e dal professor Tommaso Fiamingo, esperto della Shoah.

Il professor Gustavo Corni ha tenuto una lectio magistralis sull’antisemitismo europeo nel XX secolo, mostrando come la questione ebraica sia stata presente nella cultura europea, come si sia intrecciata alla politica, che soprattutto nell’area di lingua tedesca si sia insinuata nei programmi politici di movimenti di estrema destra, come quello del nazionalsocialismo. Seguendo l’ascesa al potere di Hitler dal 1933 al 1938, si assiste ad un crescendo delle pratiche di emarginazione e discriminazione e del progressivo smantellamento dello stato di diritto a tutela della minoranza ebraica che, privata dei diritti politici con le Leggi di Norimberga, si trova in balia della politiche razziali violente e dell’indifferenza della coscienza civile del popolo tedesco.

Nel corso della giornata la memoria organizzata dall’IIS Morelli-Colao, gli studenti hanno avuto la possibilità di incontrare la dottoressa Barbara Aiello, prima donna rabbina d’Italia. La rabbina che regge l’unica sinagoga calabrese, originaria di Serra Stretta, ma a lungo cittadina americana, , ha condiviso con gli studenti la sua testimonianza di figlia di un deportato e di rappresentante del mondo ebraico nella nostra Regione. Barbara Aiello provenire da una famiglia di “anusim”, ebrei costretti a convertirsi al cristianesimo durante il periodo dell’inquisizione e ha fondato a Serra Stretta la sinagoga Luce eterna.

Ha salutato gli studenti cantando “shalom chaverim” (pace amici), e ricordando l’impegno di suo padre che da soldato americano aiutò i partigiani italiani a salvare gli ebrei e fu fatto prigioniero a Buchenwald dove ha vissuto l’orrore della Shoàh. Nel suo emozionante intervento ha riportato le storie di testimoni sopravvissuti, amici di cui lei mantiene la memoria. Ha sostenuto che il suo compito è quello di continuare a mantenere viva la loro testimonianza: Edoardo, salvato dalla madre che durante il viaggio in treno verso Auschwitz lo ha gettato dal finestrino del treno avvolto in un cuscino. Edoardo, ancora neonato, è stato salvato da una famiglia polacca che lo ha trovato e cresciuto, ma Edoardo non ha mai saputo chi fosse, chi erano i suoi genitori, da dove provenissero.

Glades, ebrea polacca, che ha vissuto l’emarginazione e la violenza nazista durante l’occupazione tedesca e la segregazione nel ghetto di Varsavia. Lavorando presso la cucina dei soldati tedeschi, venne avvertita dal cuoco della prossima strage di ebrei organizzati dai nazisti, questo le permise di fuggire ma di perdere la sua famiglia. Unitasi ai partigiani polacchi è riuscita a sfuggire ai nazisti. Dopo la guerra si reca a Roma dove molti ebrei sopravvissuti sono accolti e aiutati dagli ebrei italiani. Edoardo e Glades sono testimoni della speranza di un popolo che ha subito una delle più grandi tragedie del XX secolo. Emozione e conservazione della memoria, sono insieme capaci di mantenere viva la speranza di un futuro migliore, senza discriminazioni e intolleranze, un messaggio di pace e di dialogo che gli studenti sono chiamati a portare nella loro quotidianità.