Vibo, la madre muore allo Jazzolino e la figlia si ribella: "Ecco cosa è successo"
Pina Mazzitelli ha perso sua madre appena qualche giorno fa. Ed ora vuole sfogare tutta la sua rabbia, e denunciare quanto a mamma Teresa è mancato allo Jazzolino di Vibo Valentia. "Un caso assurdo -spiega l'interessata - per il quale la famiglia non si dà pace, una requiem che invece si spera la donna abbia già trovato. E’ il due di maggio quando Teresa Barbieri, 77 anni, di Mandaradoni di Briatico, comincia a non stare bene. Vomito, giramenti di testa e una pressione che fa schizzare lo sfigmomanometro a 250".
Il racconto. "L’anziana donna arriva in ospedale alle 18:00 in punto. Viene registrata soltanto alle 21:19, dopo svariate richieste da parte della famiglia. E’ mezzanotte quando, invece, sempre su pressione dei familiari, viene distesa su di una barella senza essere più toccata.
- Mia madre soffriva - dice Pina - ma nessuno ha preso in considerazione neppure uno dei suoi lamenti. Io la sentivo, ma non potevo fare nulla. Mia mamma chiedeva di poter andare in bagno, di avere aiuto da qualcuno, ma la sua voce si andava affievolendo quando capiva che nessuno si sarebbe avvicinato a lei. Veniva monitorata dalle telecamere di videosorveglianza, come fosse una bestia da tenere sotto controllo. Ho provato diverse volte ad avvicinarmi a lei, ma sono stata cacciata".
Tempi di attesa. "La donna, nonostante le lamentazioni, viene visitata per la prima volta alle 2:32. Alle 5:00 le viene diagnosticato un virus intestinale. - Potete riportarla a casa - dicono a Pina. - In ospedale si viene solo per cose gravi non per un virus qualunque.
- Volevano che firmassimo – continua - ma mia madre si lamentava, non parlava bene e guizzava sulla barella per il tremore. Non abbiamo accettato, ma a cosa è servito?
Alle 11:24, Teresa viene dimessa, con uno stato di salute, secondo i medici del pronto soccorso, pressochè buono, rimandando il virus intestinale di cui soffriva, alle cure del medico di famiglia.
Teresa Barbieri, è deceduta dopo due giorni. Nella sua casa, durante la notte. E seppure abbia già trovato la pace sperata, non è la stessa cosa per i suoi cari".
"Mia madre poteva essere salvata, vivere ancora, se solo in ospedale avessero prestato più attenzione. Invece - dice Pina con la voce rotta dal pianto - non è andata così. Mamma non c’è più. Chi soffre non può, in un paese civile, essere lasciato al proprio destinato. Meglio morire per un ospedale che manca e non per una struttura che non funziona. Vibo palesa un evidente stato di indigenza, manca delle sue essenziali funzioni “per la vita” dei propri malati".
Pina è una donna di 48 anni, che denuncia la morte della madre, non solo spinta "dalla rabbia per una perdita così assurda quanto dolorosa, ma affinchè tutti sappiano che allo Jazzolino di Vibo c’è tanta precarietà a cui dover fare urgentemente fronte. I bisogni nelle nostre comunità aumentano, serve personale negli ospedali, e gli anziani – conclude - non possono essere abbandonati così.
E’ questione di umanità e di giustizia sociale".
