"Sono felicissimo per come si è conclusa la mia vicenda, e ancora un po' dispiaciuto per le parole dure e credo ingiuste che sono state scritte all'inizio dell'indagine. Per chi fosse curioso, nel mio libro "L'arte di essere (im)perfetti", disponibile alla libreria Cuori d'Inchiostro, c'è un'autointervista dove spiego nel dettaglio l'accaduto".

E' quanto afferma l'ex direttore del Sistema bibliotecario vibonese, Gilberto Floriani, prosciolto dal Gup di Vibo Valentia nell'ambito dell'inchiesta della procura che mirava a fare luce sulla gestione dell'ente, assieme ai figli Emilio, 44 anni, Giuseppe, 48 anni, e Gabriele Floriani, 36 anni, tutti di Vibo Valentia, e Valentina Amaddeo, 44 anni, di Vibo.

"Voglio ringraziare di cuore tutti coloro che, appena saputo del proscioglimento, mi hanno inondato di messaggi di vicinanza. Un ringraziamento speciale va ai miei avvocati, Danilo Iannello e Giacinto Inzillo, per la loro eccezionale competenza e l'ottimo lavoro svolto. Ho sempre avuto qualche perplessità sulla stampa, e continuo ad averne, salvo rare eccezioni. Come ha giustamente osservato qualcuno, il ruolo dell'informazione dovrebbe essere quello di spiegare ciò che accade in città, non di agire come "piccoli sostituti di sostituti procuratori". Loro fanno già bene il loro lavoro. Mi dicono che anche oggi su qualche giornale continuano a esserci notizie di questo tenore. Pazienza".

"La nostra città è un luogo meraviglioso e luminoso, dove è bello vivere nonostante qualche piccola imperfezione. Denunciarle non vuole dire odiarla. Però è anche un luogo complesso, a volte aggrovigliato in vecchi sentimenti di odio, divisioni e antipatia. Poi il terribile giustizialismo, le condanne anzitempo. Non va bene, ma dobbiamo accettarlo.

Da questa vicenda, porto con me un po' di rammarico per ciò che la città ha perso. In pochi capiscono che le istituzioni, per essere durature, devono essere sostenibili. Per il Sistema Bibliotecario, quel tempo di sostenibilità era finito. Per farlo ripartire, sarà fondamentale ripartire da questo concetto. Altrimenti, pazienza. Ma almeno, cerchiamo di salvare il salvabile: la grande biblioteca, che purtroppo si sta deteriorando.

Questa esperienza mi ha insegnato moltissimo. Sono oggettivamente un "vecchio", e credo di aver raggiunto una certa saggezza, perché oggi mi scopro capace di capire anche l'incomprensibile e a non odiare nessuno. Cercherò di vivere il tempo che mi è concesso, forte di questa lezione", conclude Floriani.