La manifestazione si è conclusa sulle note della famosa canzone Yiddish “Gam gam” cantata e teatralizzata dagli studenti del liceo classico

Anche quest’anno l’Istituto d’Istruzione superiore “Morelli-Colao” di Vibo Valentia ha ricordato il 27 gennaio, la giornata della memoria. La legge n. 211 del 20 luglio 2000 ha istituito il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, per non dimenticare la tragedia della Shoà e le vittime del nazifascismo. Tale ricorrenza cade ogni anno il giorno 27 del mese di gennaio perché in quel giorno nel 1945 vennero aperti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz. L’apertura dei cancelli di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazifascista.

In considerazione della valenza formativa della memoria storica di quel terribile evento gli alunni del Liceo Classico e del Liceo Artistico hanno dato vita ad un evento che ha unito teatro, musica e cultura storica, al fine di non dimenticare e non far passare sotto silenzio l’immane tragedia che ha colpito l’Europa e l’umanità nel suo complesso. L’evento, voluto dal Dirigente Scolastico Raffaele Suppa e coordinato dai professori Tommaso Fiamingo e Anna Melecrinis, si è avvalso degli importanti interventi di due docenti di storia contemporanea, il prof. Brunello Mantelli dell’Università della Calabria e della professoressa Giovanna D’Amico dell’ Università di Messina, i quali hanno trattato con estrema ricercatezza di dati storici, i temi dell’evoluzione dei Campi di concentramento da luoghi d’internamento dei detenuti politici a luoghi di lavoro coatto e la distruzione degli ebrei in Europa.

Il professor Mantelli si è soffermato sul ruolo fondamentale di questi campi nell’evoluzione che dall’internamento conduce allo sterminio, sottolineando come il processo di annientamento proceda di pari passo con le sconfitte in guerra e l’allungamento dei tempi del conflitto, mentre la dottoressa D’Amico ha mostrato il tramutarsi del progetto di emarginazione e di espulsione degli ebrei si sia evoluto nella soluzione finale. Il prof. Fiamingo, supportato da un lavoro video degli studenti della IVD del Liceo classico, ha dimostrato come le leggi razziali e il razzismo italiano vadano intesi non come un’influenza esercitata dall’alleato tedesco ma come un prodotto autoctono, come Mussolini stesso afferma nel discorso tenuto a Trieste il 18 settembre del 1930 in cui annuncia l’introduzione delle legge razziali.

La professoressa Melecrinis ha sottolineato l’eccezionalità della shoah rispetto gli altri genocidi che consiste nell’essere il solo in cui lo sterminio delle vittime non fu mezzo ma fine a sé e nell’essere la fusione di antisemitismo, razzismo, prigione, fabbrica e amministrazione burocratico-razionale: per questo il genocidio ebraico funge da paradigma della barbarie moderna. Il Dirigente ha sottolineato come i fattori che furono alla sua base del genocidio ebraico siano tuttora operanti e diffusi nel mondo contemporaneo, travagliato da concitate trasformazioni e rinnovati problemi di convivenza tra culture ed etnie.

Ma sono stati soprattutto gli studenti i protagonisti dell’iniziativa, attraverso la recitazione di brani tratti dai racconti di alcuni sopravvissuti (Alberto Sed, Shlomo Venezia e Sami Modiano), di alcuni passi del diario di Etty Hillesum e del monologo “La moglie ebrea” del drammaturgo tedesco Bertolt Brecht (Terrore e miseria del Terzi Reich). La manifestazione si è conclusa sulle note della famosa canzone yiddish “Gam gam” cantata e teatralizzata dagli studenti del Liceo classico.