Nel Vibonese case abbandonate trasformate in basi della ’ndrangheta (NOMI)
Nel quadro tracciato dagli inquirenti emergerebbe anche il ruolo di soggetti esterni al contesto criminale

Case abbandonate trasformate in basi operative, droga e armi nascoste tra i vicoli del centro storico: secondo l’inchiesta “Operazione Jerakarni”, la cosca avrebbe esercitato un controllo capillare su Soriano Calabro.
Nel mirino degli inquirenti è finito Michele Idà, classe ’97, ritenuto elemento di spicco della presunta ‘ndrina Idà-Emanuele. L’area compresa tra via Roma, via Campitelli, via Francesco Pellegrino e piazza Mercato sarebbe stata utilizzata come base logistica del gruppo, con abitazioni disabitate adibite a depositi di stupefacenti, armi e munizioni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non si tratterebbe solo di un presidio operativo, ma di un sistema di controllo del territorio fondato anche su una forte pressione intimidatoria nei confronti della popolazione locale.
Nel corso dell’operazione del 13 luglio 2023 erano già stati sequestrati droga, armi e munizioni. Le successive attività investigative hanno poi fatto emergere ulteriori elementi, tra cui intercettazioni ambientali che delineerebbero una rete di rapporti e informazioni sugli spostamenti delle forze dell’ordine.
Nel quadro tracciato dagli inquirenti emergerebbe anche il ruolo di soggetti esterni al contesto criminale, che avrebbero fornito indicazioni o informazioni sui controlli in corso. Elementi ora al vaglio della magistratura, che dovrà definire ruoli e responsabilità all’interno dell’inchiesta.
