"Mia figlia è nata viva, io l’ho sentita piangere. L’hanno portata via immediatamente. E da quel momento non l’ho più vista”.  Tra le lacrime, racconta alla Gazzetta del Sud i momenti concitati del suo parto Angela, la mamma di Maria, la piccola di Paravati nelle fasi concitate del parto all'ospedale Jazzolino di Vibo. "Alcuni infermieri chiedevano se la bambina dovesse essere portata al nido, ma la dottoressa glielo ha impedito. Successivamente ho avuto un mancamento e non ho più sentito né visto nulla salvo apprendere successivamente che avrei partorito con taglio cesareo. Assolutamente non è stato così. Io ho avuto il parto naturale”. Cosa ricorda di sua figlia? “L’ho vista solo di spalle, neanche per intero, per un attimo, poi più nulla. E’ venuta solo un’infermiera a chiedere se il cimitero di destinazione avrebbe dovuto essere quello di Vibo”.

 “Nelle dimissioni –ha chiarito il legale di fiducia della famiglia l'avvocato Aldo Currà –è stato scritto che il decesso è avvenuto per aborto spontaneo”. E qui qualcosa non torna “perché io –ha ribattuto la giovane mamma –la bambina l’ho sentita piangere”. Intanto, la Procura –come già noto –ha aperto un’inchiesta e ieri è stata eseguita l’autopsia sul corpicino della piccola dal medico legale Katiuscia Bisogni, incaricato dal magistrato Cecilia Rebecchi, sostituto del procuratore capo Camillo Falvo, che segue da vicino le indagini.

Intanto, quella odierna, a Paravati, sarà la giornata del dolore. Intorno alla piccola bara bianca di Maria si raccoglieranno gli affetti più cari per darle l’estremo saluto, per una vita terminata proprio nell’atto iniziale.