Una stangata da 5 euro su ogni pacchetto di sigarette, tabacco riscaldato o ricarica per e-cig. È questa la sfida lanciata oggi con l'apertura della raccolta firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare che punta a rivoluzionare la lotta al tabagismo in Italia. L’alleanza è di quelle pesanti: Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom hanno unito le forze per portare il prezzo dei prodotti da fumo ai livelli dei paesi europei più virtuosi.

Per presentare il progetto in Parlamento sono necessarie 50.000 firme, che ogni cittadino maggiorenne può già apporre digitalmente sulla piattaforma del Ministero della Giustizia tramite Spid, Cie o Cns.

Un massacro silenzioso: 93.000 morti l'anno

I numeri che sorreggono l'iniziativa sono drammatici. «Il tabacco è il killer numero uno in oncologia», spiega Francesco Perrone, presidente di Fondazione Aiom. In Italia, il fumo causa il 27% di tutti i tumori e sottrae, mediamente, un giorno di vita per ogni settimana di abitudine tabagica. Oltre al costo umano, c'è quello economico: le patologie correlate gravano sul Servizio Sanitario Nazionale per circa 26 miliardi di euro ogni anno tra costi diretti e indiretti.

Donne e giovani nel mirino delle multinazionali

L'allarme degli esperti riguarda soprattutto le nuove generazioni e la popolazione femminile. Secondo Giulia Veronesi, mentre tra gli uomini l'incidenza del tumore al polmone scende, tra le donne è schizzata dell'84,3% in meno di quindici anni. Inoltre, il 10% degli under 19 è già tabagista. Un aumento drastico del prezzo agirebbe come un deterrente economico fondamentale proprio per chi ha meno disponibilità finanziaria.

La sfida: prevenzione o semplice prelievo?

La "supertassa" non punta solo a fare cassa, ma a ridurre drasticamente i consumi. Secondo le stime, un rincaro di 5 euro porterebbe a una flessione del fumo del 37%. Tuttavia, il mondo scientifico avverte: l'aumento dei prezzi deve essere accompagnato da centri per la cessazione e da una lotta serrata al contrabbando, per evitare che le fasce più povere della popolazione si limitino a subire un danno economico senza abbandonare il vizio.

«Aumentare il costo è un pilastro della prevenzione», ribadisce Daniele Finocchiaro (Airc), ricordando che in Italia i prezzi sono tra i più bassi d'Europa. I fondi raccolti, se la legge dovesse passare, verrebbero immediatamente reinvestiti nell'efficienza del sistema sanitario pubblico, oggi sotto pressione proprio a causa delle malattie fumo-correlate.